martedì 17 gennaio | 16:50
pubblicato il 31/gen/2013 13:46

Abi: Patuelli, operiamo per banche assolutamente indipendenti

(ASCA) - Roma, 31 gen - ''Crediamo e operiamo per banche assolutamente indipendenti, distanti e distinte dalla politica e da ogni rischio di interferenze e di interessi in conflitto. Crediamo e operiamo per banche senza aggettivi come insegna Luigi Einaudi, tutte in concorrenza tra loro''.

Cosi' il neo presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, appena eletto alla guida di Palazzo Altieri spiega: ''Operiamo per la sana e prudente gestione bancaria, la piu' complessa fra le imprese, con rigore e precisione delle scienze fisiche e matematiche''.

''Crediamo e operiamo - ha aggiunto - per un'economia soggetta all'etica e al diritto, se un'operazione e' ammissibile per legge, ma contrastante con l'etica, non deve essere effettuata: le questioni di principio prevalgono sempre''. Patuelli nel suo messaggio - riportato im una nota dell'Abi - spiega di avere ''stima e rispetto di tutte le istituzioni di vigilanza e di garanzia'', e aggiunge: ''Crediamo in un Europa piu' solida e integrata senza egemonie''. Inoltre, ''abbiamo - aggiunge - forte consapevolezza della gravita' dei problemi nei quali operano in Italia famiglie e imprese: occorre avere sempre responsabilita' sociale. Occorre sviluppare un circuito virtuoso di solidarieta' delle banche e di sensibilita' sociali anche attraverso milioni di azionisti delle banche italiane nelle diverse forme societarie, in mutualita', cooperazione e che nelle spa permettono impegni sociali diretti e indiretti tramite le fondazioni''. Crediamo e operiamo - sottolinea ancora Patuelli - ''per la ripresa della produttivita' e lo sviluppo e dell'occuppazione in ogni settore e parte d'italia: percio' le banche chiedono alle istituzioni semplificazioni normative e burocratiche per rendere piu' semplice l'accesso al credito per la ripresa dello sviluppo, senza che sulle banche siano scaricati oneri impropri o vincoli inammissibili, garantendo alle banche e alle imprese italiane di ogni genere, condizioni competitive con quelle di ogni parte d'europa''. Secondo Patuelli ''l'attenzione deve essere innanzitutto rivolta alle decine di milioni di risparmiatori, dei quali gran parte e' azionista diretta o indiretta (tramite fondi di investimento) delle banche italiane, alle centinaia di migliaia di bancari e alle loro rappresentanze. I doveri - conclude - debbono sempre prevalere lontani dai modelli del piu' rischioso capitalismo d'oltremare, dall'anarcocapitalismo ma sostenitori di um mercato competitivo e regolato. Costruiamo insieme - afferma in ultimo Patuelli - un nuovo clima di fiducia e non cediamo mai all'irragionevolezza e alla rassegnazione''.

Infine, il presidente dei banchieri ringrazia le banche italiane per la fiducia e, anzitutto, ''Camillo Venesio che ha guidato con acume e saggezza l'Abi in questi giorni cosi' difficili, nonche' per quanto mi ha insegnato in tanti anni e per quanto fara'''.

ram/ss

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