martedì 28 febbraio | 06:47
pubblicato il 01/lug/2014 14:54

Abi: DirCredito, stop su rinnovo contratto. Nuovo round a fine luglio

(ASCA) - Roma, 1 lug 2014 - Ancora una battuta di arresto nella trattativa con ABI sul rinnovo del CCNL. Le distanze - spiega DirCredito in una nota - sono tali da far decidere alle Parti di incontrarsi nuovamente a fine luglio, cioe' solo dopo che ABI avra' rinnovato il proprio Board successivamente all'assemblea annuale del prossimo 10 luglio.

L'incontro del 30 giugno ha registrato la conferma dell'indisponibilita' dei banchieri di prevedere incrementi economici per il recupero dell'inflazione e la determinazione a cambiare radicalmente l'impianto normativo del CCNL, indebolendo la categoria. Sull'altro fronte il sindacato ha ribadito la necessita' di un deciso cambio di approccio e ha riproposto quale priorita' la centralita' della piattaforma approvata dai lavoratori.

Anche per quanto riguarda la tabellizzazione dal 1* luglio degli aumenti salariali - cosi' come previsto nell'ultimo contratto - l'Associazione Bancaria non ha fornito una risposta precisa, dichiarando da una parte di voler onorare gli impegni, ma riservandosi una conferma definitiva solo dopo il 10 luglio.

''Continuo a non comprendere la rigidita' di ABI rispetto al merito della trattativa - cosi' Maurizio Arena, Segretario Generale Dircredito, sindacato delle alte professionalita' bancarie - e' comunque evidente che la delegazione trattante di ABI sia frammentata a tal punto da non poter intraprendere un percorso negoziale prima del rinnovo delle cariche''.

''Questo - continua Arena - non e' certo un buon viatico per una trattativa che, fin dalle prime battute, si e' dimostrata tutta in salita. Il nostro obiettivo e' di aprire un confronto leale, ma con i piedi ben piantati per terra e con la consapevolezza che la categoria non potrebbe sopportare un ulteriore accordo al ribasso''. ''Nell'attesa che in ABI prevalga il senso di responsabilita' - conclude il Segretario generale - sensibilizzeremo, attraverso la stampa, la pubblica opinione e le istituzioni sulla necessita' di costruire un nuovo modello di banca al servizio del Paese, di imprese e famiglie. Un modello che puo' rappresentare un'opportunita' di ripresa e di rilancio dell'economia reale oltre che, naturalmente, un fattore di stabilita' e di tranquillita' per i lavoratori bancari di ogni livello''. red/glr

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