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pubblicato il 18/giu/2014 14:04

Abi: banche italiane nella crisi non hanno pesato su contribuenti

Abi: banche italiane nella crisi non hanno pesato su contribuenti

(ASCA) - Roma, 18 giu 2014 - Le banche italiane sono solide come ha recentemente riconosciuto il Fmi e nel corso della crisi finanziaria globale esplosa nel 2008 la solidita' delle banche italiane ha fornito un importante contributo alla tenuta complessiva del sistema Paese. ''Lo testimonia la sostanziale assenza di aiuti pubblici alle banche in Italia, al contrario di quanto accaduto in tutti i maggiori Paesi europei, oltre che la maggiore resilienza delle linee di credito rispetto ai Paesi sottoposti a stress simili (Spagna in primis)''. E' quanto indica l'Abi in un dossier consegnato al ministro dell'economia Pier Carlo Padoan per evidenziare le penalizzazioni di natura fiscale che gravano sulle banche italiane nel contesto europeo.

Le banche italiane per affrontare la crisi finanziaria ''non hanno pesato sui contribuenti''. In dettaglio mentre tra tra il 2008 e il 2012 l'ammontare degli interventi pubblici a favore delle ricapitalizzazioni delle rispettive banche nei singoli Stati europei evidenzia che quasi tutti gli altri Stati (Gran Bretagna, Germania e Francia compresi) hanno rivolto alle loro banche importanti attenzioni mentre in Italia gli aiuti erano quasi simbolici e ben onerosi, come i Tremonti bond e i Monti bond, noti internazionalmente innanzitutto per gli elevati interessi dovuti allo Stato italiano dalle banche. In Italia gli aiuti sono ammontati a 6,3 miliardi di euro, lo 0,4% del pil, cifra ben inferiore rispetto agli 83 miliardi della Gran Bretagna, 63,7 miliardi della Germania, 62 miliardi dell'Islanda e 60 miliardi della Spagna.

Nonostante la crisi, lo sforzo di ricapitalizzazione, che e' volto in ultima analisi a mettersi in condizioni di poter erogare maggior credito quando qualita' e quantita' della domanda lo consentiranno, e' stato interamente sostenuto dal settore e dai suoi azionisti: nel complesso, negli ultimi 6 anni, oltre 40 miliardi di euro di incremento di capitale tra operazioni realizzate e in corso.

did/

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