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Sabato 21 novembre 2020 - 11:20

“Rischio di nuova caduta in recessione a fine anno” (Confindustria)

La pandemia minaccia un nuovo stop agli scambi
“Rischio di nuova caduta in recessione a fine anno” (Confindustria)

Roma, 21 nov. (askanews) – L’Italia è a rischio di una nuova caduta in recessione a fine 2020. A lanciare l’allarme è Confindustria nella Congiuntura flash del suo centro studi, spiegando che peggiorano soprattutto i servizi, ma anche nell’industria si è arrestata la risalita, mentre la domanda interna resta fragile.

“Le recenti misure restrittive per arginare l’epidemia inducono a stimare che nel quarto trimestre – spiega il centro studi – si avrà di nuovo un Pil in calo. L’impatto sull’economia italiana dovrebbe essere contenuto rispetto al crollo nel primo e secondo (-17,8%), dato che molti settori produttivi restano aperti. Ciò avviene subito dopo il forte rimbalzo nel terzo (+16,1%), che aveva riportato l’attività al -4,5% dai livelli pre-Covid. Il Pmi nei servizi (Purchasing Managers’ Index) segnala un ulteriore arretramento già in ottobre (46,7 da 48,8), con domanda indebolita. Dopo il recupero parziale del settore turistico fino ad agosto, a fine anno in vari segmenti le perdite saranno ancora vicine al 70% (stime Federturismo).

Industria: risalita stoppata”.

“Nell’industria, viceversa – prosegue il Csc -, il Pmi in ottobre (53,8) ha fornito ancora segnali positivi. Tuttavia, la produzione già a settembre-ottobre ha visto interrompersi il suo rapido recupero, sui livelli pre-Covid: ciò potrebbe preludere a una nuova, moderata, caduta nel quarto trimestre”Sulla domanda interna, “gli indicatori segnalano fino a ottobre una tenuta, dopo il rimbalzo nei mesi estivi. Gli ordini interni dei produttori di beni di consumo sono risaliti a -28,3 (-34,4 nel terzo trimestre), quelli dei produttori di beni strumentali a -31,4 (da -42,8). La fiducia delle famiglie però diminuisce, con forte calo delle attese sull’economia: ciò alimenta la propensione al risparmio. L’ICC segnala in ottobre un -8,1% annuo dei consumi: i dati peggiori sono per turismo, servizi per il tempo libero, trasporti”.

Anche per l’export, fino ad ora in ripresa, sottolinea Confindustria, “le probabilità di una nuova caduta a fine anno sono alte, a causa della pandemia, specie nelle voci legate al turismo. Il recupero del commercio mondiale (-3,5% in agosto su fine 2019) è atteso proseguire qualche mese: ai massimi le spedizioni di container a settembre, sopra 50 gli ordini esteri globali in ottobre (Pmi). Ma, con la seconda ondata di pandemia, è previsto un nuovo stop a fine 2020”.

“L’occupazione si è di nuovo appiattita a settembre, dopo la risalita temporanea a luglio-agosto – prosegue il Csc -. La disoccupazione sembra ripuntare verso il basso, come a marzo-aprile, per la contrazione della forza lavoro. Il quarto trimestre anche per l’occupazione si preannuncia in negativo.

Più debito per la liquidità”. “A settembre – per quanto rigiarda il debito -la dinamica del credito alle imprese ha accelerato ulteriormente (+6,8% annuo, da -1% a gennaio), per sopperire alla carenza di liquidità. I prestiti con garanzie pubbliche hanno superato i 110 miliardi a novembre (dati Task Force). Ciò peserà sul debito bancario (da 16,5% a 18,9% del passivo, stime CSC) e sugli oneri finanziari, riducendo le risorse per investimenti”.

Sen/Int5

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