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Sabato 17 ottobre 2020 - 16:51

Confindustria, Bonomi: ricostruire il Paese ricreando fiducia

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Confindustria, Bonomi: ricostruire il Paese ricreando fiducia

Roma, 17 ott. (askanews) – “Noi in questo momento dobbiamo ricostruire il Paese. Siamo in un’economia di guerra e questa è la nostra ambizione, la nostra fiducia, la nostra tenacia”. E’ il messaggio che il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, parlando dal palco del convegno dei Giovani della Confederazione, ha voluto lanciare. Con un importante corollario: “Per fare questo dobbiamo vincere e ricreare una cosa: la fiducia. Fiducia su quattro cose. Il tema Covid, dove vediamo che purtroppo abbiamo paura del nostro vicino e dei suoi comportamenti. Non c’è fiducia tra Governo e imprese, tra imprese e sindacati”.

Secondo Bonomi gli altri fronti sui quali ricostruire la fiducia sono l’Europa, la globalizzazione e le istituzioni e la Pubblica Amministrazione.

Il presidente degli industriali italiani tornando alla pandemia di Covid ha premesso che “nessuno di noi era preparato” a tale evento. Ma ha poi sottolineato che “dall’emergenza bisognava pensare al futuro. E oggi purtroppo noi siamo ancora in emergenza. Tutti noi sapevamo di una possibile seconda ondata. ma cosa è stato fatto nel frattempo? Sulla spesa sanitaria sono stati stanziati 6 miliardi, ma due terzi di quelle risorse non sono state utilizzate: al ministro Speranza sono stati presentati i progetti solo da 5 regioni”.

Veniamo all’Europa. Secondo Bonomi anche se oggi l’Europa funziona con piani come Next Gewneration Eu, “cosa succederà se dovesse esserci una pandemia ancora più forte? Cosa succederà quando i Paesi più forti delò Noird Europa usciranno dalla crisi e non saranno più disposti ad avere una Bce che continua ad erogare e a comprare titoli di stato? Cosa succederà quando verrà bloccato il blocco del vincolo di bilancio? Ritornerà un senrtimento fortemente antieuropeo? Dobbiamo continuare a lavorare per creare una fiducia nell’Europa”.

Per Bonomi “il terzo tema della fiducia è quello della globalizzazione. La globalizzazione ha sì fatto un passo indietro con il Covid, ma non possiamo non pensare che il commercio internazionale non sarà comunqiue un driver di crescita e di sviluppo specialmente per un paese come il nostro: un paese trasformatore, dove il mix di specializzazioni ci ha portato a essere leader in molti settori come meccatronica, macchine utensili, robotica. Però il nazionalismo protezionista è ancora lì alle porte, e non sappiamo cosa succederà nelle elezioni americane. Ma non dimentichiamoci che c’è un paese che continuerà a crescere, che è la Cina”.

“Il quarto tema è quello della fiducia verso le istituzioni e nella macchina pubblica italiana”. Bonomi sottolinea che “gli oltre 200 miliardi non ce li hanno dati perchè siamo i più bravi, ce li danno perchè noi andiamo peggio degli altri. Perchè quelli che sono i tre parametri su cui vengono assegnati i fondi ( percentuale della popolazione italiana rispetto alla popolazione europea, il Pil procapite sulla media europea e il tasso di disoccupazione tra il 2015 e il 2019 rispetto all’Europa) ci vedono come i peggiori in Europa rispetto agli altri”. Il presidente di Confindustria ricorda che prima della Crisi l’Italia era entrata nel 2019 in stagnazione, con un Pil ancora quasi quattro punti percentuali sotto la crisi del 2008. E dunque se in una situazione di crisi “abbiamo una pubblica amministrazione della quale non ci fidiamo, qui c’è un grosso problema. Abbiamo sì bisogno dei soldi del recovery fund, ma abbiamo bisogno anche di riforme, di un Paese che funziona”. E occorre, secondo Bonomi, “avere il coraggio di sedersi attorno a un tavolo e condividere le cose che non vanno”.

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