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Mercoledì 14 ottobre 2020 - 14:25

Ue: “Renovation Wave” per ristrutturazione energetica edifici

Nuova strategia per ridurre emissioni da settore edilizio nell'Ue
Ue: “Renovation Wave” per ristrutturazione energetica edifici

Bruxelles, 14 ott. (askanews) – La Commissione Europea ha approvato e pubblicato oggi la sua “Renovation Wave Strategy” per migliorare il rendimento energetico degli edifici. La strategia mira ad almeno raddoppiare i tassi di ristrutturazione edilizia nei prossimi dieci anni e ad assicurarsi che le ristrutturazioni portino a una maggiore efficienza energetica e dell’uso delle risorse.

Secondo la Commissione, questo, oltre a ridurre le emissioni di gas a effetto serra in Europa, migliorerà la qualità della vita delle persone che vivono e utilizzano gli edifici, promuoverà la digitalizzazione e migliorerà il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali. Entro il 2030, 35 milioni di edifici potrebbero essere ristrutturati, e fino a 160.000 posti di lavoro “verdi” aggiuntivi potrebbero essere creati nel settore edilizio.

Secondo le cifre della Commissione, gli edifici sono responsabili di circa il 40% del consumo energetico dell’UE e del 36% delle emissioni di gas serra. Ma solo l’1% degli edifici viene sottoposto ogni anno a ristrutturazioni per aumentarne l’efficienza dal punto di vista energetico. Un’azione efficace è perciò fondamentale per rendere l’Europa “climaticamente neutrale” entro il 2050.

Per raggiungere il nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% per il 2030, proposto il mese scorso dalla Commissione, l’Ue dovrà ridurre le emissioni degli edifici del 60%, il loro consumo energetico del 14% e più specificamente il consumo energetico dovuto agli impianti di riscaldamento e raffreddamento del 18%.

Secondo il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans, responsabile per il Green Deal europeo, l’attuale riduzione del consumo di energia da parte degli edifici nell’Ue, che avanza la ritmo dell’1% all’anno, dovrà accelerare per raggiungere il 2% all’anno entro il 2030.

La politica dei finanziamenti europei ha già avuto un impatto positivo sull’efficienza energetica dei nuovi edifici, che ora consumano solo la metà dell’energia di quelli costruiti oltre 20 anni fa. Tuttavia, l’85% degli edifici nell’Ue è stato costruito più di 20 anni fa e l’85-95% sarà probabilmente ancora in piedi nel 2050.

La strategia includerà regolamenti, standard normativi e informazioni più rigorosi sulla prestazione energetica degli edifici, con migliori incentivi per le ristrutturazioni del settore pubblico e privato. Verranno introdotti gradualmente standard minimi obbligatori di prestazione energetica per gli edifici esistenti, regole aggiornate per i certificati di prestazione energetica e per le estensioni degli edifici, nuovi requisiti di ristrutturazione per il settore pubblico.

Inoltre, una revisione della direttiva sulle energie rinnovabili nel giugno 2021 prenderà in considerazione il rafforzamento dell’obiettivo di riscaldamento e raffreddamento rinnovabile e l’introduzione di un livello minimo di energia rinnovabile negli edifici.

La Commissione prevede anche la creazione di un nuovo “Bauhaus europeo” (con riferimento al movimento Bauhaus che modernizzò l’architettura negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso): un progetto interdisciplinare co-diretto da un comitato consultivo di scienziati, architetti, designer, artisti, pianificatori e società civile. Di qui all’estate 2021 la Commissione condurrà un ampio processo di co-creazione partecipativa e poi istituirà una rete di cinque Bauhaus fondatori nel 2022 in diversi paesi dell’Ue.

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