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Martedì 8 settembre 2020 - 15:35

Dal 25 al 27 settembre il Festival Nazionale dell’Economia Civile

A Firenze nel salone dei Cinquecento di Palazzo vecchio
Dal 25 al 27 settembre il Festival Nazionale dell’Economia Civile

Roma, 8 set. (askanews) – Recuperare fiducia, ribadire il valore delle relazioni tra le persone, rendere disponibili a tutti i beni che contribuiscono alla crescita individuale e collettiva. In altre parole, “ri-generare” l’economia e, con essa, la società fiaccata dalla più grave emergenza che il Paese (e il mondo intero) hanno dovuto affrontare dalla fine della seconda guerra mondiale.

Questi, in estrema sintesi, gli obiettivi della seconda edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile “Persone, luoghi, comunità. L’economia che ri-genera” che si terrà a Firenze dal 25 al 27 settembre, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

L’evento è stato presentato questa mattina in un webinar – coordinato dal Direttore di Avvenire Marco Tarquinio – cui hanno partecipato il Sindaco di Firenze Dario Nardella, i presidenti di Federcasse e Confcooperative Augusto dell’Erba, e Maurizio Gardini, i professori Leonardo Becchetti (Direttore del Festival e cofondatore di NeXt – Nuova Economia per Tutti) e Luigino Bruni (Presidente della SEC – Scuola Nazionale dell’Economia Civile).

Nato da un’idea di Federcasse che lo promuove insieme a Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt (Nuova Economia Per Tutti) e SEC (Scuola di Economia Civile) e con il contributo di Fondosviluppo, Assimoco, Federazione Toscana delle BCC, Coopersystem e Assicooper il Festival ha l’obiettivo di rendere concreti e connessi tra loro i modelli di sviluppo sostenibile in Italia.

“Rigenerare – ha spiegato Tarquinio – è il verbo che accompagnerà questa seconda edizione del Festival. Verbo più giusto, visto il nostro momento storico, non si potrebbe trovare. Il Festival Nazionale dell’Economia Civile è una grande occasione, non sprechiamola”.

Ad ospitare l’evento – che si terrà sia in presenza nel rispetto dei limiti imposti dalla normativa emergenziale, sia in collegamento streaming – ancora un volta, la città di Firenze. Un orgoglio per la città, ha detto a questo proposito il Sindaco Dario Nardella, auspicando che questo appuntamento – come avvenuto dopo la grande pestilenza del 1.300 che devastò l’Italia e l’Europa e la concomitante crisi economica – possa nuovamente segnare l’avvio di un nuovo Umanesimo, di un percorso culturale che rimetta al centro l’uomo.

“La cooperazione mutualistica di credito – ha spiegato il Presidente di Federcasse Augusto dell’Erba – è a pieno titolo una esperienza di economia civile. Ricordando il ruolo e il senso delle Banche di comunità, dell’Erba ha parlato del valore del “credito di relazione” che anche in questi mesi di pandemia si è dimostrato strumento essenziale di tenuta dei territori e delle comunità. Dando continuità al Festival, ed impegnandoci per la sua riuscita, vogliamo offrire occasioni di confronto e incontro sulla validità di modelli economici alternativi a quelli di un pensiero unico che ha mostrato tutti i suoi limiti. Tornando a ragionare sul valore delle comunità e dei territori, anche rispetto al valore del risparmio ed alla sua tutela”.

Per Maurizio Gardini “questa seconda edizione ha un significato straordinario. La crisi sanitaria aumenterà le differenze in maniera importante, ecco allora che la dimensione che vogliamo attribuire a questo Festival è quella di un’esperienza importante per tracciare un segnale e definire un piano di futuro a cui fare riferimento per la ripresa. Dobbiamo avere una visione comune di fiducia, che ponga la persona al centro della storia, altrimenti affronteremo un futuro tra statalizzazione e capitalismo insicuro. Oggi, ancora di più, bisogna proporre nuovi progetti di sviluppo inclusivi, che generino una nuova visione di vita”.

“Oggi, ancora di più – ha detto Gardini – bisogna proporre nuovi progetti di sviluppo inclusivi, che generino una nuova visione di vita”.

“Paradossalmente, non c’è tempo migliore per tenere un Festival, come nel pieno di una crisi. E questo perché è occasione per chiamare a raccolta tutte quelle energie capaci di superarla”. Questo – ha specificato Luigino Bruni – sarà ricordato come il Festival più importante del dopoguerra, visto il contesto. In tal senso abbiamo sconfitto la logica del “non si può”, andando a confermare un evento che pochi avrebbero pensato si potesse fare”. “A Firenze – ha proseguito – racconteremo di come il mercato, da solo e senza direttive, funzioni poco. In questo momento storico, infatti, abbiamo capito di essere entrati nel tempo della condivisione, dell’accesso ai beni comuni da fruire senza esserne proprietari o sfruttarli per il proprio interesse. Della qualità delle relazioni. In questo contesto anche l’esperienza cooperativa diventa centrale; perché nasce dai territori, dalle comunità e da esse trae la sua forza”.

In conclusione Leonardo Becchetti ha specificato come “in un momento come questo, delicato come quasi fosse un dopoguerra, il Festival non poteva non esserci e non battere un colpo. Questo Festival vuole essere un movimento ed un popolo, diventando espressione autentica dell’economia civile, partendo da quello che di buono viene già realizzato”. Come per la precedente edizione del Festival, le buone pratiche saranno parte integrante del programma, perché sarà importante capire come l’economia civile non sia una utopia, ma già esperienza concreta. Tra le sfide, ovviamente, anche il dialogo con la politica, che dovrà – questo l’auspicio degli organizzatori – diventare interlocutrice attenta di istanze di cambiamento, realmente ispirate al bene comune.

Tra le novità di questa edizione la possibilità per gli ospiti in sala e per tutti quelli che si collegheranno in streaming, di non essere solo spettatori del Festival ma protagonisti attivi, partecipando ai tavoli di lavoro previsti nei due pomeriggi di evento. Parteciperanno al Festival, tra gli altri relatori, il Presidente del parlamento europeo David Sassoli, la Ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti e il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio Sergio Costa; il Presidente dell’International Economic Association, Kaushik Basu; il Direttore della Agenzie delle Entrate Ernesto Maria Ruffini; il presidente dell’Istat Giancarlo Blangiardo; il Presidente di SlowFood Carlo Petrini. Domenica 27 settembre è previsto l’intervento istituzionale del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

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