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Lunedì 15 giugno 2020 - 16:29

Bioeconomia in Italia a quota 345 miliardi, 2 milioni di occupati

Intesa Sp: Italia terza in Europa, agroalimentare il settore clou
Bioeconomia in Italia a quota 345 miliardi, 2 milioni di occupati

Roma, 15 giu. (askanews) – La bioeconomia ha raggiunto in Italia una produzione che vale 345 miliardi di euro, con oltre due milioni di occupati nel 2018. Lo rileva il rapporto “La bioeconomia in Europa”, arrivato alla sesta edizione e realizzato dalla direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. Secondo il report dedicato al sistema che utilizza le risorse biologiche, inclusi gli scarti, per la produzione di beni ed energia, l’Italia è al terzo posto in Europa, dopo Germania (414 miliardi) e Francia (359 miliardi).

La bioeconomia è stimata in crescita di oltre 7 miliardi rispetto al 2017 (+2,2%), grazie in particolare al contributo della filiera agroalimentare. Ed è in crescita anche il mondo delle startup innovative della bioeconomia: sono state censite 941 start-up innovative, pari all’8,7% di quelle iscritte a fine febbraio 2020 al registro camerale (quota che sale al 17% per le iscritte dei primi due mesi del 2020), con oltre il 50% dei soggetti operativi nella R&S e nella consulenza.

La filiera agroalimentare, cui è dedicata questa edizione del rapporto, “è uno dei pilastri della bioeconomia, generandone oltre la metà del valore della produzione e dell’occupazione. Il sistema agroalimentare italiano si posiziona ai primi posti in Europa, con un peso sul totale europeo del 12% in termini di valore aggiunto e del 9% in termini di occupazione”.

La filiera agroalimentare italiana “è altamente integrata nel contesto europeo e ha visto crescere la proiezione sui mercati mondiali. Conserva al tempo stesso una forte base domestica, con quasi l’80% del valore aggiunto di derivazione nazionale, considerando non soltanto gli input prodotti internamente ma anche l’apporto degli altri settori”. Sono italiane 6 regioni su 15 nel ranking del valore aggiunto europeo del settore agricolo.

A fronte di un tessuto produttivo maggiormente frammentato, “l’agrifood Made in Italy è caratterizzato da una specializzazione in prodotti a elevato valore aggiunto e di alta qualità, come dimostrano il primato europeo delle certificazioni Dop-Igp e il terzo posto mondiale in termini di quota di mercato sui prodotti del food di alta gamma”.

Glv

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