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Mercoledì 3 giugno 2020 - 14:29

Cara Italia ti scrivo, Piovesana: patto nazionale per ripartire

Vice presidente Confindustria per II appuntamento rubrica con Globe
Cara Italia ti scrivo, Piovesana: patto nazionale per ripartire

Roma, 3 giu. (askanews) – Maria Cristina Piovesana, già Presidente di Assindustria Veneto Centro, da poco nominata Vice Presidente di Confindustria con delega all’Ambiente, Sostenibilità e Cultura, è la protagonista del secondo appuntamento della rubrica settimanale di askanews in collaborazione con Globe, Associazione nazionale per il Clima, pensata per raccogliere testimonianze e opinioni in una sorta di laboratorio delle energie del paese per ripensarlo dopo l’emergenza del Covid-19.

La ripartenza e l’opportunità “costituita dal come vogliamo ripartire e soprattutto dove vogliamo andare. Un ruolo fondamentale in questo lo può avere la sostenibilità da declinare su vari temi: sostenibilità ambientale, sostenibilità demografica, sostenibilità del nostro business. Massima attenzione su green economy e riciclo. Tutti temi che già tempo le nostre imprese stanno affrontando e che in parte hanno già fatto loro come tema”, è il messaggio affidato da Maria Cristina Piovesana in una intervista su askanews.

“Ciò che effettivamente Confindustria oggi chiede e che porteremo avanti”, prosegue Piovesana sono “idee chiare per il futuro dell’economia e dell’industria italiana. Questo va accompagnato e oggi abbiamo la fortuna di avere anche, probabilmente, delle risorse molto importanti che arrivano dell’Europa oltre che delle linee guida che ci vengono date. L’importante è da parte nostra non sprechiamo questo e lo spreco potrebbe avvenire in due modi. Non arrivare a quelle semplificazioni e quella sburocratizzazione che molto spesso è deleteria per l’innovazione e per questo tipo di transizione. Perciò serve una nuova fiducia, serve un nuovo patto sociale tra la burocrazia che comunque serve e deve essere una burocrazie buona e che non abbia preconcetti verso le imprese. E poi bisogna far sì che nessuno rimanga indietro e perciò avere il giusto tempo. Noi non possiamo recepire quello che l’Europa auspica venga realizzato nel 2030 come obiettivo o nel 2050 e pretendere che questo avvenga domani mattina perchè – spiega Piovesana – significherebbe per noi perdere dei pezzi della nostra economia e della nostra industria. Queste transizioni, questi processi hanno veramente bisogno di tempo premesso che sono già partiti dal basso. Perchè, conosco in particolare la realtà veneta, molte imprese stanno già muovendosi in questa direzione. Dobbiamo far sì che questo avvenga non solo per molte ma per tutte. E servirà da una parte equilibio, dall’altra parte fiducia e soprattutto meno burocrazia”.

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