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Mercoledì 13 maggio 2020 - 17:39

Banca del Fucino mecenate del Teatro dell’Opera Roma nel 2020-22

"Un importante contributo economico a sostegno della fondazione"
Banca del Fucino mecenate del Teatro dell’Opera Roma nel 2020-22

Roma, 13 mag. (askanews) – La Banca del Fucino scommette sull’arte e sulla cultura e diventa mecenate della fondazione Teatro dell’Opera di Roma. Il presidente dell’istituto di credito Mauro Masi ha firmato con il sovrintendente Carlo Fuortes un accordo di collaborazione triennale, con cui la banca privata romana “si impegna a versare un importante contributo economico a sostegno della fondazione”. L’erogazione liberale beneficerà dell’agevolazione fiscale “Art bonus”, la misura introdotta nel 2014 per favorire il mecenatismo culturale.

La decisione, spiega la Banca del Fucino, “arriva in un momento nel quale il settore dello spettacolo dal vivo è paralizzato da una grande incertezza, in attesa del possibile riavvio delle attività artistiche”. Il contributo “andrà anche a sostenere ‘Fabbrica Young Artist Program’ del Teatro dell’Opera, progetto nato nel 2016 (e arrivato alla terza edizione) per valorizzare e formare nuove generazioni di artisti tramandando e promuovendo la specificità della tradizione operistica italiana”.

“Questo accordo con un teatro così prestigioso – ha detto Masi – polo di eccellenza culturale non solo per il nostro paese, rientra pienamente nello spirito che ha caratterizzato l’integrazione di Igea Banca e Banca del Fucino, volta a creare un nuovo gruppo bancario di riferimento per il rilancio della città di Roma. Questo obiettivo, infatti, si vuole perseguire non solo attraverso iniziative di sostegno finanziario alle imprese e alle famiglie, per le quali sono stati già stanziati 400 milioni nell’ambito delle iniziative previste dal decreto liquidità, ma anche attraverso interventi valorizzazione della migliore produzione artistica della nostra città”.

Per il sovrintendente Fuortes “la decisione assunta dalla Banca del Fucino di sostenere, in misura rilevante e continuativa, il Teatro dell’Opera di Roma ha un evidente valore simbolico e di potenziale apripista rispetto al sistema imprenditoriale nazionale e, segnatamente, territoriale. In questa fase di grande incertezza per tutto il settore dello spettacolo dal vivo, la banca compie un gesto di grande generosità e di fiducia nella nostra fondazione. Per una banca privata decidere di finanziare un teatro chiuso, per il quale non esiste al momento una data definita di riapertura, è davvero un comportamento virtuoso, che ci auguriamo possa essere preso a modello e imitato dalle migliori forze imprenditoriali, romane e non”.

Glv

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