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Martedì 28 aprile 2020 - 17:10

Coronavirus, Nomisma: cresce bisogno informazione degli italiani

"Tv il canale più seguito. Stili di vita profondamente cambiati"
Coronavirus, Nomisma: cresce bisogno informazione degli italiani

Roma, 28 apr. (askanews) – All’alba della “fase 2” della crisi del coronavirus “cresce il bisogno di informazione degli italiani” e aumentano non solo “le occasioni di informarsi ma anche il numero di fonti consultate”. Lo rileva Nomisma nella quinta uscita dell’osservatorio “Lockdown: come e perchè sta cambiando le nostre vite”. La televisione “continua a essere il canale più seguito, ma è al secondo posto (dopo i siti web istituzionali) per chiarezza e immediatezza delle informazioni condivise”.

“I 49 giorni di lockdown – spiega l’istituto di ricerca – hanno modificato nel profondo le abitudini e gli stili di vita degli italiani, anche nel modo di informarsi. Il bisogno di conoscere e capire la situazione, la necessità di ridurre l’incertezza e il senso di smarrimento legato a quella che sarà la ‘nuova normalità’ contribuiscono ad aumentare il tempo dedicato a cercare notizie e ad aggiornarsi: a livello globale, è il 35% degli internet user ad averlo fatto (dati Global web index)”.

Anche gli italiani “si informano di più: prima della quarantena era poco più dell’80% la quota di italiani che consultava almeno un mezzo di informazione al giorno”. Il monitoraggio di Nomisma sulle abitudini durante il lockdown indica che questa percentuale oggi è del 91%.

Si moltiplicano anche “le occasioni di fruizione rispetto al pre-coronavirus. La metà degli italiani (49%) cerca informazioni sull’evoluzione della situazione Covid-19, i tempi del lockdown e le modalità di ripartenza un paio di volte al giorno, il 42% lo fa più di tre volte, a riprova della necessità di rimanere aggiornati e di trovare risposte. Solo il 2% sceglie in generale di non informarsi affatto (contro il 5% di chi non accedeva alle news già prima dell’emergenza sanitaria)”.

“Una necessità di sapere – aggiunge l’istituto bolognese – pressante e crescente rispetto all’inizio della pandemia. Se per il 41% non è cambiata la frequenza con cui ci si informa sui temi legati al coronavirus, per il 46% invece aumentano i momenti dedicati all’aggiornamento sul coronavirus: contagiati e guariti, scelte del governo, ricadute economiche e sociali”.

Glv

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