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Martedì 24 marzo 2020 - 18:41

Coronavirus, Fabi: troppa gente nelle banche e tanto lavoro

Sileoni: calo delle presenze in filiale è una bugia colossale
Coronavirus, Fabi: troppa gente nelle banche e tanto lavoro

Roma, 24 mar. (askanews) – Troppa gente nelle filiali bancarie e tanto lavoro per il personale, nonostante l’emergenza coronavirus. Lo ha affermato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, che con gli altri sindacati del credito minaccia lo sciopero per le carenze di presidi di sicurezza contro il Covid-19. I dirigenti bancari “che dicono che sono diminuite le persone allo sportello mentono sapendo di mentire perchè la gente, soprattutto negli ultimi tre o quattro mesi, fa la fila allo sportello, sono aumentate le operazioni bancarie”.

“Mentono – ha sottolineato Sileoni intervenendo a ‘Il Sole risponde’ sul sito del quotidiano finanziario – perchè gli servono i piani industriali per tagliare il costo del personale che anche un bambino saprebbe fare se facesse l’amministratore delegato usando questi mezzi. Gli serve l’alibi per poter giustificare certe sforbiciate e certi tagli del personale”.

“Non è vero – ha evidenziato il sindacalista – che sono diminuite le presenze in banca. È una bugia, una bugia colossale, come non è neanche vero che sono stati fatti investimenti importanti dalle banche sul tema dell’innovazione tecnologica. I primi investimenti importanti sono stati fatti adesso da Unicredit, da Ubi e dal piano industriale di Bpm Banca. Fino adesso non c’è stato quasi niente, quasi niente”.

Tutte le banche, “tutti i grandi gruppi bancari vanno per conto loro, si fanno la guerra anche su queste cose. Ci sono invidie e anche ripicche fra una banca e l’altra, perchè una banca ha assunto determinati comportamenti e non va bene all’altra banca concorrente: ecco qui si sta giocando sulla pelle dei lavoratori bancari. E noi, se questa situazione non cambia repentinamente, saremo costretti a portare la gente allo sciopero”.

“Le banche – ha aggiunto Sileoni – dicono che non trovano le mascherine perchè non sono in commercio e quelle che ci sono vengono sequestrate dalla Protezione civile. Benissimo: ci dicano quando arriveranno queste mascherine, quando i lavoratori bancari potranno essere messi in completa tutela. L’altro aspetto fondamentale è che le banche non possono andare in deroga a quanto già deciso, per esempio dalla regione Lombardia o per esempio dalla regione Piemonte, e quindi conseguentemente in qualche modo devono prendere atto che quello che ha deciso il governatore della regione, gli altri governatori, deve essere completamente realizzato all’interno della struttura organizzativa”.

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