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Mercoledì 9 ottobre 2019 - 16:55

Confagricoltura: più risorse per gestire impatto dei dazi Usa

"Non bastano 400 milioni, fondi aggiuntivi nel bilancio Ue"
Confagricoltura: più risorse per gestire impatto dei dazi Usa

Roma, 9 ott. (askanews) – Sono necessarie più risorse per gestire l’impatto dei dazi Usa sull’import agroalimentare europeo. Lo sostiene il presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, in vista della riunione del Consiglio Agricoltura dell’Ue, in programma a Lussemburgo il 14 ottobre, quattro giorni prima dell’entrata in vigore dei dazi statunitensi. La dotazione della riserva di crisi per l’agricoltura, “che ammonta a circa 400 milioni, è assolutamente inadeguata per gestire con efficacia l’impatto dei dazi aggiuntivi annunciati dagli Stati Uniti sulle importazioni di prodotti agroalimentari dall’Ue. È necessario mobilitare risorse aggiuntive all’interno del bilancio dell’Unione”.

“Oltre a quella della ministra Bellanova – spiega il presidente – sono già arrivate sul tavolo della commissione le richieste formali d’intervento da parte di altri Stati membri. Per fare fronte a queste istanze si può ricorrere al miliardo di euro che la commissione aveva dichiarato essere disponibile per i settori più colpiti dall’accordo, sempre più contestato, con il Mercosur”.

La Confagricoltura “segnala che la Francia ha sollecitato un sostegno a favore del settore vitivinicolo con l’obiettivo di salvaguardare la presenza sul mercato statunitense. Da parte spagnola è arrivata la richiesta di apertura dello stoccaggio privato per l’olio d’oliva. L’Irlanda ha chiesto una misura specifica per il burro e i formaggi”.

“I dazi Usa – aggiunge Giansanti – potrebbero anticipare di pochi giorni il recesso, sempre più probabile, a fine ottobre del Regno Unito dall’Ue senza accordi. Si rischia un blocco immediato degli scambi che avrebbe effetti pesantissimi sui nostri prodotti destinati al mercato britannico, a partire da quelli più deperibili, come nel caso dell’ortofrutta. Dobbiamo fare in modo che le tensioni commerciali non finiscano per mettere in crisi intere filiere”.

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