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Giovedì 3 ottobre 2019 - 17:38

Per 7 italiani su 10 piccoli gesti cambiano il proprio territorio

Ricerca Doxa per Ichnusa: si va da differenziata al cibo locale
Per 7 italiani su 10 piccoli gesti cambiano il proprio territorio

 

Milano, 3 ott. (askanews) – Si dice che il buon esempio valga più di molte parole. Soprattutto quando si tratta di prendersi cura del proprio territorio. Ichnusa l’ha fatto promuovendo anche nel “Continente” (come direbbero gli isolani) una virtuosa iniziativa locale. Siamo in Sardegna, nel dicembre scorso: lo stabilimento di Assemini si ferma per un giorno per pulire lo storico quartiere Sant’Elia a Cagliari. Nel 2019 viene coinvolta la comunità locale ,questa volta nella raccolta di rifiuti in alcuni luoghi simbolo della regione. Così è nata la campagna #ilnostroimpegno, insieme a Legambiente Sardegna, Cagliari Calcio e Dinamo Sassari, che vuole essere la dimostrazione di come anche un piccolo gesto può fare la differenza per salvare il territorio.

Ma questo spirito non appartiene solo alla Sardegna. Secondo una ricerca commissionata alla Doxa da Ichnusa, e condotta su un campione rappresentativo delle 20 Regioni, il 71% degli italiani considera molto positivo e importante l’impegno a fare qualcosa di concreto per il proprio territorio. Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia e Calabria le tre Regioni nelle quali si raggiungono i livelli più alti (sopra l’80%). Non solo: a chi obietta che “piccoli gesti non fanno la differenza” perchè servono scelte politiche a livello nazionale e globale, gli italiani rispondono schierandosi dalla parte dei giovani dei Fridays for future: il 77% degli italiani (leader di questa convinzione Lombardia e Trentino-Alto Adige) dichiara la necessità di fare tutti qualcosa in prima persona altrimenti “le cose non cambieranno mai”.

Il 67% dei nostri connazionali in effetti si impegna, in prima persona, molto o abbastanza: c’è chi dichiara di fare qualcosa di concreto in questa direzione quasi tutti i giorni (17%, con punte molto sopra la media nel Lazio, in Campania e in Abruzzo) e chi dice di farlo spesso (50%, ma in Lombardia si arriva al 62%). In Trentino e in Basilicata, invece, si raggiungono i livelli più alti di chi pensa di non fare abbastanza per la terra in cui vive.

L’impegno per il proprio territorio è estremamente vario. La grande maggioranza degli italiani (73%, ma si supera l’80% in Emilia-Romagna, Liguria e Lombardia), punta a cambiare alcune delle proprie abitudini quotidiane. C’è invece chi preferisce concentrarsi sulla salvaguardia ambientale (37%, ma si sfiora il 50% in Campania, Calabria e Lazio) e chi invece sceglie iniziative di aiuto sociale (24%, con Lazio e Basilicata molto sensibili a questo tema).

Nel concreto 7 italiani su 10 si impegnano in una corretta gestione dei rifiuti, sono attenti al risparmio dell’acqua (67%), con attenzione crescente alla cosiddetta economia circolare adottata dal 60% dei nostri connazionali. Grande attenzione anche (60%) per la riduzione dei consumi domestici di elettricità, per l’acquisto di cibo locale (53%), per la riduzione dell’utilizzo di mezzi inquinanti (51%), per una vita plastic-free (45%). Più contenuti ma suggestivi gli esempi di chi sceglie di utilizzare carta riciclata e mobili in legno certificato, di piantare alberi e fare l’orto o di installare pannelli fotovoltaici, piuttosto che la partecipazione a iniziative locali di raccolta rifiuti in spiagge/spazi verdi/boschi.

Un ruolo da facilitatori di questi cambiamenti lo hanno due attori: al primo posto, per il 73% del campione, ci sono le istituzioni governo/regione/amministrazioni locali; al secondo le aziende sensibili al tema legate al territorio (56%), che si posizionano prima delle associazioni di volontariato locale (48%) e delle associazioni ambientaliste (45%).

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