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Giovedì 5 settembre 2019 - 17:34

Toro Rosso e Randstad insieme per formare talenti per la F1

Dall'Academy escono ogni anno 50 fra meccanici e ingegneri
Toro Rosso e Randstad insieme per formare talenti per la F1

Milano, 5 set. (askanews) – Selezionare talenti e formarli in base alle esigenze di una realtà difficile come quella della F1. Nasce con questo obiettivo la partnership fra la società di lavoro interinale Randstad e Toro Rosso, la scuderia di F1 che a sua volta fa da officina di talenti per la prima squadra Red Bull. La partnership, presentata in occasione di un evento al Luiss Hub di Milano cui hanno preso parte il direttore sportivo della Toro Rosso, Marco Perrone, il responsabile risorse umane Otello Valenti, il formatore Randstad Alessandro Rovetta e i piloti Daniil Kvyat e Pierre Gasly si articola in Academy per i giovani talenti e Education Center per la formazione continua dei 550 dipendenti della Toro Rosso, provenienti da ben 27 paesi. All’Academy ospitata nella factory della Toro Rosso a Faenza, nel cuore della Motor Valley, sono ammessi 50 candidati, metà ingegneri e metà meccanici, dopo una lunga e dura selezione che ha visto, per questa tornata di corsi, la candidatura di ben 3.800 giovani, di cui il 30% provenienti dall’estero. I corsi sono gratuiti e durano 12 settimane per gli ingegneri e 8 settimane per i meccanici. “La collaborazione con Randstad, che è il nostro HR Official Partner, per noi è strategica. Condividiamo l’importanza di investire in giovani talenti. Siamo una dimostrazione dell’Italia che investe in tecnologia e competenze per arrivare a grandi risultati pur non avendo i mezzi di un top team”, ha dichiarato Otello Valenti HR della Scuderia Toro Rosso.

A oggi, la selezione per i meccanici è ancora in corso, mentre gli aspiranti ingegneri di pista hanno già concluso il percorso di formazione in aula e hanno iniziato la fase della “Job Rotation”: si fanno le ossa, lavorando in reparti diversi da quelli cui sono destinati, così da capire l’intero iter produttivo e la complessità dei processi dietro la creazione e lo sviluppo di una monoposto di Formula 1.

L’Academy si inserisce in un più ampio progetto battezzato Muner, acronimo di Motor Vehicle University of Emilia Romagna, che prevede sei corsi di Laurea magistrale in Ingegneria orientati al Motorsport, tutti rigorosamente in inglese. Muner è un’associazione che riunisce gli atenei di Bologna, Parma, Modena, Reggio Emilia e Ferrara e le eccellenze dell’industria automotive del territorio. Oltre alla Scuderia Toro Rosso, sono partner del progetto anche Ferrari, Automobili Lamborghini, Dallara, Ducati, Maserati, Magneti Marelli, Pagani Automobili, Haas F1 Team e HPE Coxa. Muner prevede sei corsi di Laurea Magistrale in Ingegneria, tutti rigorosamente in inglese.

Fra gli aspiranti ingegneri che stanno frequentando l’Academy, non è un caso che ci siano anche due laureandi Muner, Leonardo e Annalisa, che avevano da poco concluso un periodo di tirocinio nella scuderia, come conclusione del loro percorso di formazione universitaria. Un esempio questo della continuità fra i progetti di selezione e formazione avviati da Toro Rosso, Randstad e Università. “Il livello di preparazione e motivazione dei ragazzi è molto alto. Sono molto soddisfatto dei risultati di questa partnership. L’importante è poter mettere subito i ragazzi in contatto con i ritmi e le pressioni della F1 che sono molto intensi e stressanti”, ha spiegato Marco Perrone, Head of Strategy della Toro Rosso, che ha già preso con sè un giovane ingegnere italiano uscito dall’Academy.

Durante la serata al Luiss Lab sono emerse diverse analogie fra la gestione di un’azienda e di una squadra di F1, dove se è vero che tutto avviene in maniera più rapida a causa del tempo che assume una usa marcata relatività fatta di centesimi e millesimi con feedback in caso di errori praticamente immediato, rimane fondamentale, come in azienda, “saper anticipare l’imprevisto, motivare le persone nel modo giusto e, soprattutto, creare un ambiente dove le persone si sentano nelle condizioni di prendere rischi e fare errori, altrimenti non si cresce”, ha spiegato Alessandro Rovetta, formatore di Randstad.

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