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Giovedì 4 luglio 2019 - 16:32

Sentiment-Fiups: caute aspettative crescita in primo quadrimestre

Mercato resta caratterizzato da un sostanziale trend di stabilità
Sentiment-Fiups: caute aspettative crescita in primo quadrimestre

Roma, 4 lug. (askanews) – Anche nel primo quadrimestre del 2019 l’indice Fiups del mercato immobiliare conferma un trend di stabilità con aspettative di crescita. Infatti – si legge in una nota – osservando la linea di interpolazione dell’indice, si rileva un sentiero di crescita e benché il Fiups continui a oscillare in un intervallo di valori tra 19,52 e 18,50, queste piccole variazioni indicano che la percezione degli operatori auspica, di fatto, una crescita del settore. Il panel si suddivide tra chi ritiene che la situazione economica degli ultimi 12 mesi sia rimasta stabile (pari al 47,19% del campione), chi pensa che la situazione sia peggiorata (pari al 34,83%) e chi, invece, ha il sentiment che la situazione sia migliorata (pari al 12,36%).

Questo è quanto emerge dall’indagine “Sentiment del mercato immobiliare”, l’Osservatorio nato da un’idea di Valter Mainetti, amministratore delegato di Sorgente Group, e condotta da Claudio Cacciamani, docente dell’università di Parma. L’indagine, elaborata su base quadrimestrale dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma in collaborazione con Sorgente Group e Federimmobiliare, si basa su interviste rivolte a circa duecento operatori del mercato, appartenenti ai settori del trading, development, property management, facility management, progettazione, valutazione, consulenza e finanza immobiliare.

Circa la prospettiva futura (orizzonte temporale a 12 mesi) dell’economia del Paese, quasi il 50% degli intervistati prevede ancora una situazione di stabilità. Il sentiment riscontrato nel settore immobiliare per i futuri 12 mesi prospetta una stable situation, con una quota pari al 68,54% (in calo di 2 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione). Di contro, il 22.47% degli operatori pronostica una situazione in miglioramento, cui fa seguito la quota residuale di coloro che prevedono una fase negativa.

Le aspettative sulle attività (aziendale o professionale) degli intervistati per i prossimi 12 mesi si dividono fra chi prevede una stabilità (49,43%) e chi presagisce un incremento (37,93%). Sempre nei prossimi 12 mesi, gli intervistati prevedono che i prezzi degli immobili resteranno per lo più stabili, con quote che variano dal 35,63% del comparto industriale al 61,80% del comparto uffici. In evidenza segnali di una moderata riduzione dei prezzi, soprattutto per il comparto industriale (45,98%) e commerciale (37,08%) e indicazioni di una moderata crescita per il comparto alberghiero (34,12%).

La prima rilevazione del 2019, nella percezione degli operatori, delinea per il futuro una situazione di stabilità del tempo medio di vendita per tutti i comparti. Come nel precedente quadrimestre, è significativa la quota di coloro che prevedono una moderata crescita per il comparto industriale (43,68%) e una moderata riduzione per il comparto alberghiero (14,94%) e residenziale (15,73%). Anche in questo quadrimestre il comparto maggiormente richiesto appare nel complesso quello alberghiero, per il quale si prevede uno scostamento tra prezzo richiesto e prezzo di realizzo, da parte del pool degli intervistati, basso (42,17%), molto basso (12,05%) o nullo (20,48%).

In particolare, il Nord Ovest mantiene la propria attrattività per il comparto uffici (76,32%), commerciale (56,58%) e residenziale (53,95%). Il Nord Est continua a detenere il primato per il settore industriale (57,89%), il Sud Italia si conferma attraente per la sezione alberghiera (31,58%). Il Centro Italia risulta interessante per tutti i comparti. Le Isole denotano un leggero appeal per il solo comparto alberghiero, frutto della loro rinomata fama come mete turistiche estive.

Il focus relativo a Roma e Milano, le due città italiane caratterizzate dal mercato immobiliare più dinamico, evidenzia il centro cittadino di Roma particolarmente appetibile per gli investimenti nel comparto alberghiero, mentre il centro di Milano risulta attraente per il comparto uffici. E sebbene Roma e Milano presentino comportamenti analoghi circa tipologia di asset class e macro-area geografica di interesse, il capoluogo meneghino resta sempre più attraente della Capitale.

Passando alle mete turistiche d’élite, secondo gli operatori intervistati, Cortina continua a rappresentare la città per la quale si prevedono i maggiori investimenti in ambito alberghiero e residenziale anche in vista delle Olimpiadi invernali 2026 che sono state assegnate a Milano e Cortina. Secondo un terzo dei rispondenti vi sono ottime possibilità di investimento in ambito commerciale a Taormina. Seguono Cortina e Capri. Anche gli operatori istituzionali confermano le aspettative di stabilità, con quote maggiori al 60% per le tre tipologie di investitori considerate.

Come nelle precedenti rilevazioni, secondo gli operatori di settore, gli investitori istituzionali guardano con attenzione al comparto uffici, con quote pari al 34,21% per le casse di previdenza, 63,16% per i fondi pensione e 71,05% per le compagnie di assicurazione. Secondo gli intervistati, le casse di previdenza mostrano un discreto interesse anche per il comparto commerciale (34,21%) e per quello industriale (18,42%). Rispetto alla situazione attuale, la domanda di investimento futura attraverso i fondi immobiliari da parte di investitori istituzionali prevede una situazione di stabilità per tutte le tipologie, seppure con differenti quote. Tuttavia, sono significative le percentuali di coloro che prevedono una riduzione, sia moderata che forte, per i fondi ad apporto retail e ordinari retail. Si rileva una moderata crescita per i fondi speculativi, ordinari riservati e fondi di fondi.

Infine il panel degli intervistati ritiene, per il 52,33%, che il livello dei tassi rimarrà negativo anche nel 2020 e svolgerà un ruolo del tutto neutro in funzione del mercato immobiliare, al punto da non percepire più il loro effetto sull’economia. Circa l’immissione dei primi NPL immobiliari sul mercato, il 47,67% degli intervistati lo accoglie positivamente. Di contro, il 19,77% esprime parere negativo. Significativa è anche la quota di coloro che invece ritengono che l’immissione di Npl immobiliari non avrà alcun impatto (32,56%).

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