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Giovedì 4 luglio 2019 - 18:04

Contraffazione, Indicam: più dialogo aziende, istituzioni e online

Per rendere servizio migliore ai consumatori
Contraffazione, Indicam: più dialogo aziende, istituzioni e online

Roma, 4 lug. (askanews) – “Da sole le imprese non possono affrontare e contrastare efficacemente la contraffazione, hanno bisogno di avere al loro fianco i diversi intermediari, da coloro che definiscono gli algoritmi per indicizzare articoli e proposte di acquisto on-line alle società che si occupano della spedizione e della consegna di merci anche illegali e degli operatori che consentono i pagamenti”.

Così Mario Peserico, Presidente di INDICAM, l’associazione italiana che con oltre 150 imprese associate è la principale organizzazione per la tutela della proprietà intellettuale, al termine di “Policy Dialogue on reinforcing the protection of IPRs against online counterfeiting: Challenges and Remedies in the Digital Age” organizzato insieme all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) del Ministero dello Sviluppo Economico e INTA-International Trademark Association, con la partecipazione attiva delle principali piattaforme online quali Facebook, Amazon e Alibaba.

La contraffazione online, infatti, è tra le cinque sfide indicate nel Piano Strategico Nazionale 2019-2020 del Consiglio Nazionale Anticontraffazione – presieduto dal Vice Ministro dello Sviluppo Economico, Dario Galli – un Piano che definisce la politica nazionale anticontraffazione mettendo a sistema gli strumenti operativi per la prevenzione e il contrasto al mercato del falso.

“Secondo un recente rapporto definito dal Politecnico di Milano insieme a Netcomm, nel mondo nel 2018 sarebbero stati effettuati acquisti online per 2.500 miliardi di euro. Sono numeri che dimostrano come il commercio elettronico faccia bene alle aziende se, però, avviene in un ambiente protetto per quanto riguarda i diritti e il copyright, un ambiente protetto per i consumatori e per le imprese. Perché sicuramente una parte non indifferente dei 2.500 miliardi di acquisti ha riguardato prodotti contraffatti, senza magari che il consumatore ne sia stato a conoscenza” ha sottolineato Peserico.

“I dati dicono, infatti, che il 40% circa dei consumatori che si è imbattuto in un prodotto illegale ha compiuto l’acquisto credendo che il bene fosse originale. Tutto questo – conclude il Presidente di INDICAM – ha pesanti ripercussioni sulla reputazione, sull’immagine e sulla fiducia che i cittadini ripongono prima di tutto nel brand che viene contraffatto, se pur ignaro dell’illecito ai suoi danni e a quelli del consumatore. Tuttavia, la responsabilità nei confronti del cittadino dovrebbe essere condivisa e toccare non solo i brand ma anche gli intermediari utilizzati per gli acquisti. Per questo come INDICAM rilanciamo ancora una volta l’appello affinché ci sia un dialogo costante tra aziende, piattaforme online e istituzioni, un dialogo che potrebbe davvero consentire di mettere in campo strumenti e soluzioni efficaci per contrastare questo “mercato della contraffazione” che, secondo i dati OCSE-EUIPO, ha tolto all’economia europea vendite per oltre 56 miliardi di euro”.

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