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Martedì 25 giugno 2019 - 15:01

Autonomia regioni, Cipolletta:rischia esplodere su economia Italia

Aumentando spesa pubblica e irresponsabilità degli amministratori
Autonomia regioni, Cipolletta:rischia esplodere su economia Italia

Roma, 25 giu. (askanews) – “Mentre si discute di salario minimo e di flat-tax, un’altra bomba sta per esplodere sul sistema economico italiano. Si tratta dell’autonomia regionale differenziata, che finirà per incidere pesantemente sulla capacità di crescita del Paese e sulle finanze pubbliche”. E’ il giudizio di Innocenzo Cipolletta, presidente di Ubs Italia Sim e di Aifi, che in un commento su Inpiù sottolinea come “l’argomento sembra tecnico e relativo solo alla distribuzione delle risorse del paese. Qualcuno continua a credere che, dando autonomia alle regioni più forti, queste faranno da battistrada per soluzioni positive che poi potranno essere estese a tutte le regioni. Ma le cose non stanno così e pochi ne parlano, a parte Gianfranco Viesti che ha denunciato più volte i rischi di questa autonomia”.

“È certo – spiega l’economista – che l’attribuzione di risorse autonome alle regioni ricche sulla base delle “loro” entrate e dei fabbisogni standard porterà a squilibri territoriali che si potranno sanare solo aumentando le risorse anche per le regioni più svantaggiate, con effetti di crescita della spesa pubblica e del disavanzo. C’è poi da considerare l’inefficienza che si produrrà se gestioni importanti, come quelle delle infrastrutture, dell’ambiente, della scuola e altre saranno frammentate in tante singole regioni. Sarà ben difficile portare avanti progetti per il Paese”.

“Ma – puntualizza Cipolletta – ci sono altre due problematiche. Si dà autonomia di spesa alle regioni senza dare loro l’onere di tassare i cittadini, dato che le risorse verranno dalla tassazione generale dello Stato. Questo è estremamente pericoloso, perché gli elettori giudicheranno gli amministratori regionali solo sulla spesa ricevuta e non sulla base delle tasse messe da loro. Poi c’è da ricordare che le regioni fin qui sono state istituzioni inefficienti, con costi elevati e un ambito territoriale che non ha senso per molti servizi. La sanità ha senso solo in ambito provinciale, come i trasporti e la scuola ed altri servizi che per i cittadini hanno valenza solo con riferimento a distanze percorribili in tempi limitati. Per il resto, ci sono lo Stato o l’Europa. In realtà, se fossimo stati intelligenti, non avremmo dovuto abolire le province, ma le regioni, quelle a cui qualcuno oggi vuole dare pure maggiore autonomia di spesa”.

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