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Mercoledì 5 giugno 2019 - 12:00

Barilla chiude 2018 con un fatturato di 3,48 miliardi (+3%)

Presentato report sostenibilità Buono per Te, Buono per il Pianeta
Barilla chiude 2018 con un fatturato di 3,48 miliardi (+3%)

Milano, 5 giu. (askanews) – Nel 2018 Barilla ha realizzato un fatturato di 3,483 miliardi di euro (+3% rispetto al 2017 al netto dell’effetto cambio). E’ quanto riporta in una nota l’azienda alimentare di Parma che in quel di Berlino presenta il suo il rapporto di sostenibilità “Buono per Te, Buono per il Pianeta”.

“Buoni i risultati per la categoria pasta a livello globale, che hanno permesso a Barilla di confermare la sua leadership mondiale – prosegue la nota – Anche i sughi hanno registrato risultati molto buoni grazie agli ulteriori investimenti nello stabilimento di Rubbiano, in Italia, dedicato esclusivamente alla produzione di sughi, salse e pesti. Per quanto riguarda la categoria prodotti da forno, Barilla ha registrato risultati positivi soprattutto in alcuni mercati dove ha consolidato la posizione di leader, quali l’Italia, in Francia per i pani morbidi e nei Paesi Scandinavi e Europa centrale per i pani croccanti”.

Nel 2018 Barilla ha proseguito con la revisione delle proprie ricette per migliorarne il profilo nutrizionale e contenere l’impatto sull’ambiente. In particolare
negli scorsi 12 mesi sono state riviste 33 ricette portando a un totale di oltre 400 i prodotti che nel corso degli ultimi 10 anni hanno visto diminuire sale, grassi, grassi saturi o zuccheri.

Nel 2018 sono stati stanziati 236 milioni di euro (il 6,8% del fatturato) con l’obiettivo di innovare i prodotti, aumentare la capacità produttiva e migliorare efficienza e sostenibilità. Vanno in questa direzione gli ampliamenti degli stabilimenti produttivi di Ames negli USA (pasta) e Rubbiano in Italia (sughi), che si conferma così il sughificio più grande e sostenibile d’Europa.

Il 2018, inoltre, è stato l’anno del lancio sul mercato della pasta ai legumi: quattro nuovi prodotti realizzati con il 100% di farina di legumi. Per la pasta tradizionale, invece, lo scorso anno Barilla ha utilizzato quasi 230.000 tonnellate di grano duro coltivato in modo più sostenibile, con una riduzione media delle
emissioni di gas serra del 12% e dei costi per gli agricoltori dell’11%. In questa direzione va anche la Carta del Mulino, per la coltivazione di grano tenero sostenibile, necessario alla produzione di tutti i prodotti da forno a marchio Mulino Bianco. Anche in Francia con Harrys, il più grande acquirente transalpino
di grano tenero con 26.000 tonnellate acquistate nel 2018, Barilla ha dato vita alla Carta di Harrys: 40 regole agro-ecologiche per la coltivazione responsabile del grano. Al momento Harrys acquista il 20% del grano all’interno di questo progetto e ha l’obiettivo di raggiungere il 100% entro il 2021.

Sul fronte della riduzione dell’impatto ambientale, invece, Wasa, che produce pani croccanti, è diventato, nel 2018, il primo brand del gruppo a totale compensazione di CO2. Il percorso era iniziato nel 2010 ed ha portato, negli stabilimenti di Filipstad e Celle in Germania, a una riduzione di circa l’82% delle
emissioni di CO2 e di circa il 9% del consumo di acqua, per tonnellata di prodotto. Nel 2018, Barilla ha deciso di compensare le restanti 94.000 tonnellate di emissioni.

Sul fronte della sostenibilità sociale, con il progetto “Un Sogno chiamato Cacao” Pan di Stelle supporta i progetti della fondazione Cocoa Horizons in Costa d’Avorio per avere un cacao di maggior qualità e più attento al benessere di chi lo produce.

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