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Lunedì 27 maggio 2019 - 09:04

Cosa accadrà se Renault accetta la proposta di fusione alla pari di Fca

Con 8,7 mln di auto l'anno e senza chisura di impianti
Cosa accadrà se Renault accetta la proposta di fusione alla pari di Fca

Roma, 27 mag. (askanews) – Fiat Chrysler Automobiles e Renault procedono spedite a una maxi fusione che punta a dare vita a uno dei giganti globali dell’auto, con un fatturato da 170 miliardi di euro e 8,7 milioni di veicoli l’anno. Con un comunicato diffuso prima dell’apertura delle Borse europee, Fca ha annunciato di aver inviato al gruppo francese una lettera non vincolante con la proposta di una fusione alla pari.

Renault per parte sua ha diffuso poco dopo una nota con cui ha confermato di aver ricevuto la proposta, aggiungendo che in mattinata si svolgerà un Consiglio di amministrazione per discuterla. A seguito di questa riunione verrà pubblicato un comunicato stampa.

L’aggregazione non prevede la chiusura di nessun impianto, ha da subito precisato Fca. La società risultante dalla fusione sarà detenuta per il 50% dagli azionisti di Fca e per il 50% dagli azionisti di Groupe Renault, con una struttura di governance paritetica e una maggioranza di consiglieri indipendenti. Il gruppo italo statunitense mette in rilievo il “bisogno di prendere decisioni coraggiose per cogliere su larga scala le opportunità che si sono create nel settore, come la connettività, l’elettrico e i veicoli a guida autonoma”.

L’aggregazione verrebbe effettuata come operazione di fusione sotto una capogruppo olandese. Il Cda della Società risultante sarebbe inizialmente composto da 11 membri con una maggioranza di consiglieri indipendenti e con un numero uguale di consiglieri, 4 ciascuna, in rappresentanza di Fca e Renault ed uno designato da Nissan. La Società capogruppo sarà quotata sulla Borsa Italiana (Milano), Euronext (Parigi) e al New York Stock Exchange.

Per garantire quote paritetiche, prima che l’operazione sia completata, per attenuare la disparità dei valori sul mercato azionario, gli azionisti di Fca riceverebbero anche un dividendo di 2,5 miliardi di euro. Inoltre, prima del completamento dell’operazione, sarebbero distribuite agli azionisti di Fca le azioni Comau oppure un dividendo aggiuntivo di 250 milioni di euro se lo spin-off di Comau non dovesse avere corso.

Secondo il gruppo l’aggregazione consentirebbe sinergie perv oltre 5 miliardi di euro a regime, principalmente dalla convergenza delle piattaforme, dal consolidamento degli investimenti nei sistemi di propulsione e nell’elettrificazione e da economie di scala.

Dal punto di vista geografico poi, in base alle vendite globali di Fca e di Groupe Renault del 2018, la Società risultante dalla fusione sarebbe la quarta nel Nord America, la seconda in Emea e la prima in America Latina e avrebbe maggiori risorse necessarie per accrescere la propria presenza nella regione Apac. Su una semplice base aggregata, sulla base dei risultati 2018, i ricavi della Società risultante dalla fusione sarebbero quasi 170 miliardi di euro con un utile operativo di oltre 10 miliardi e un utile netto di oltre 8 miliardi.

Fca ha poi precisato di essere “impaziente” di lavorare con le Società partner dell’Alleanza di Groupe Renault: la fusione insieme con i partner Nissan e Mitsubishi sarebbe la più grande alleanza Oem al mondo, vendendo più di 15 milioni di veicoli annui. Le ulteriori sinergie derivanti dalla fusione di Fca e Groupe Renault che dovrebbero maturare per Nissan e Mitsubishi semplicemente per la loro appartenenza all’Alleanza sono stimate in un valore intorno ad 1 miliardo incrementale su base annua.

Gli accordi definitivi per l’aggregazione proposta sono soggetti a negoziazione e all’esame finale e all’approvazione dei Consigli di Amministrazione di Fca e di Groupe Renault. Il completamento dell’aggregazione proposta sarebbe anche soggetto alle consuete closing conditions, tra le quali l’approvazione degli azionisti di ciascuna società ed il soddisfacimento dei requisiti antitrust e delle ulteriori normative.

Voz/Int9

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