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Mercoledì 15 maggio 2019 - 16:18

Xylella, Efsa conferma: essenziali misure di controllo batterio

Servono dati aggiuntivi per verificare efficacia cura Scortichini
Xylella, Efsa conferma: essenziali misure di controllo batterio

Bruxelles, 15 mag. (askanews) – L’Autorità europea di Sicurezza alimentare di Parma (Efsa) ha pubblicato oggi un aggiornamento della propria valutazione dei rischi che il batterio “Xylella fastidiosa” presenta per piante e colture dell’Unione europea, e in particolare per gli ulivi.

Il batterio – che vive nel tessuto xilematico della pianta e viene normalmente diffuso dai insetti vettori che si nutrono dello xilema – fu rinvenuto per la prima volta in Europa nel 2013, anno in cui cominciò un’epidemia in Salento, presso Gallipoli. Da allora l’epidemia è avanzata in Puglia, colpendo in particolare molti uliveti della regione, e interessando tutta le province di Lecce, Brindisi e Taranto, fino a toccare anche la provincia di Bari, con il rinvenimento di alberi infetti fino a Monopoli.

Ma la Xylella è stata successivamente segnalato anche in Francia (Corsica e Provenza-Alpi-Costa Azzurra), Spagna (Baleari, Valencia, Madrid), Italia centrale (Toscana) e Portogallo (Porto). Misure di emergenza per il suo controllo sono in atto in tutte le zone interessate dai focolai.

La nuova valutazione dell’Efsa fornisce spunti e conclusioni per il controllo dei focolai infettivi e per la prevenzione di una ulteriore diffusione del batterio nell’Ue.

Le simulazioni al computer di un gruppo di esperti scientifici dell’Efsa hanno evidenziato l’importanza di mettere in atto misure di controllo come quelle specificate dalla Commissione europea, per evitare ulteriormente la diffusione del batterio e anche per eradicare i focolai già in atto. Secondo le simulazioni, le aree maggiormente a rischio sono quelle nell’Europa meridionale, ma ci sono alcune variazioni a questa regola generale, a seconda della sottospecie in questione. Ad esempio, è risultato che la Xylella della subspecie “multiplex” potrebbe avere un maggior potenziale di diffusione nel Nord Europa rispetto alle altre sottospecie.

Le simulazioni hanno inoltre messo in luce che una eventuale riduzione delle dimensioni delle “zone cuscinetto” (oggi la fascia cuscinetto in Puglia, che delimita la zona infetta, è larga 10 chilometri, e taglia la regione dall’Adriatico allo Jonio) avrebbe per probabile effetto un’aumento dell’estensione dell’epidemia. .

L’Efsa ribadisce poi l’importanza di controllare gli insetti noti come vettori del patogeno in Europa – quali la sputacchina media o Philaenus spumarius – e ridurre al minimo il tempo che intercorre tra l’individuazione e l’attuazione di misure di controllo, in particolare la rimozione delle piante infette e l’istituzione di aree delimitate.

Il rapporto conferma infine che non esiste ancora una “cura”, ovvero un modo conosciuto per eliminare il batterio da una pianta malata in reali condizioni di campo. Tuttavia, in esperimenti recenti – tra cui una ricerca guidata dal batteriologo Marco Scortichini – è stata valutata l’efficacia di misure di controllo chimico e biologico che, riconosce l’Efsa, hanno mostrato di poter ridurre temporaneamente la virulenza del batterio in alcune situazioni.

Ma, conclude l’Efsa, non vi sono ancora prove definitive che questi trattamenti possano eliminare del tutto la Xylella fastidiosa in condizioni di campo e per lungo periodo, e dunque “sono necessari dati aggiuntivi per verificare l’efficacia di queste misure di controllo della malattia”.

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