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Martedì 7 maggio 2019 - 17:15

Da Coprob appello all’Ue per la difesa del comparto saccarifero

-40% prezzo zucchero dopo liberalizzazione settore nel 2017
Da Coprob appello all’Ue per la difesa del comparto saccarifero

Bologna, 7 mag. (askanews) – Si gioca in Europa con il sostegno di tutte le forze politiche, dalla Lega al Pd, la battaglia per la difesa del comparto bieticolo e saccarifero nazionale. A breve la Commissione agricoltura del Parlamento Europeo dovrà infatti esprimersi su alcuni temi chiave come l’attivazione di misure per la salvaguardia delle filiere nazionali e la possibilità per gli Stati Membri di intervenire a sostegno del comparto, messo a dura prova dalla deregolamentazione avviata nell’ottobre del 2017, che ha generato una sovrapproduzione di zucchero, con conseguente crollo del prezzo del 40%, e ha determinato l’oligopolio di Francia e Germania producendo, nel giro di un solo anno, un trasferimento di risorse pari a 2,7 miliardi di euro da produttori di barbabietole e zucchero all’industria di seconda trasformazione. Per fare il punto della situazione Coprob, Cooperativa di Produttori Bieticoli fondata nel 1962, oggi unico player nazionale di zucchero con il marchio Italia Zuccheri prodotto nei due stabilimenti di Minerbio (BO) e Ponte Longo (PD), che può contare su 7mila aziende agricole associate, 270 dipendenti e 280 milioni di fatturato e una quota di mercato del 23%, ha organizzato un incontro dal titolo “Filiera saccarifera: orizzonte 2024” incentrato sulle azioni necessarie a difendere il comparto, cui hanno partecipato i candidati alle prossime elezioni europee dei principali schieramenti politici. “Ai candidati al Parlamento Europeo noi chiediamo tre cose. Autoregolamentazione delle produzioni: l’Europa non può continuare a produrre per fare eccedenze. Seconda cosa, il prezzo di intervento (in caso di crisi da sovrapproduzione, ndr) di 404 euro/tonnellata franco fabbrica. Terza cosa la trasparenza dei prezzi dal campo alla tavola”, ha dichiarato il presidente di Coprob, Claudio Gallerani.

Altri punti su cui Coprob è al lavoro sono la conferma degli aiuti di Stato per il triennio 2020-2022 passati da 16,7 a 22,3 milioni, la formalizzazione entro l’anno del Piano di settore e un’equa valorizzazione dello zucchero attraverso accordi di filiera. Richieste che si intrecciano con la prossima definizione della Pac, la politica agricola comune, che può contare sul 40% del budget comunitario, pari a circa 53 miliardi l’anno di cui 7 miliardi vanno all’Italia. “Nel prossimo Parlamento europeo, se saremo rieletti, lavoreremo per tutelare e difendere nell’interesse nazionale lo zucchero e insieme a questo la riforma della Pac, che consentirà quegli aiuti accoppiati che danno una mano a bieticoltori per continuare a fare il loro lavoro”, ha dichiarato Paolo De Castro (Pd), vicepresidente Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. Dello stesso avviso Mara Bizzotto (Lega): “In questi anni mi sono battuta con forza perché si arrivi ad un’equa ripartizione di quote e utili per i nostri bieticoltori, tutelando i posti di lavoro e il Made in Italy”. Secondo il candidato del M5S, Marco Zullo, invece, “bisogna tutelare la qualità, non la quantità al costo più basso. Non ha senso un approccio che si riduca a una mera rincorsa all’abbassamento dei prezzi, dei costi, che porta di fatto gli impianti produttivi a chiudere”.

In attesa delle decisioni comunitarie, Coprob ha messo in campo una serie di misure per ottimizzare la produzione, come la semina autunnale di barbabietole e l’avvio della coltivazione biologica per poter offrire anche la variante bio dello zucchero grezzo sempre a marchio Italia Zuccheri.

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