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Lunedì 18 febbraio 2019 - 17:59

Turismo: il Tar boccia Airbnb, dovrà riscuotere cedolare secca

Federalberghi: finora omesso versamento di oltre 250 milioni
Turismo: il Tar boccia Airbnb, dovrà riscuotere cedolare secca

Roma, 18 feb. (askanews) – Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso di Airbnb sugli affitti brevi e il portale ora dovrà riscuotere la cedolare secca. Lo afferma la Federalberghi, sottolineando che “non ci sono più alibi per chi, da quasi due anni, si prende gioco delle istituzioni: Airbnb deve riscuotere la cedolare secca sulle locazioni brevi e comunicare all’Agenzia delle entrate i nomi dei locatari e i relativi redditi”.

“D’altro canto – dicono gli albergatori – non si vede quali motivi impediscano la riscossione, considerato che il portale già svolge, sia in Italia (per conto di alcuni comuni) sia all’estero, attività simili a quelle che vengono contestate, e che addirittura informa pubblicamente gli host italiani del fatto che potrebbe essere chiamata a riscuotere imposte e raccogliere dati”.

“Secondo quanto dichiarato in giudizio da Airbnb – spiega la Federalberghi – le somme da versare annualmente in Italia, rapportate ai ricavi del 2016, sarebbero state pari a circa 130 milioni di euro. Considerando che nel frattempo il numero di annunci pubblicato sul portale è cresciuto a dismisura (222.787 ad agosto 2016, 397.314 ad agosto 2018), si può stimare che nei primi 18 mesi di (mancata) applicazione dell’imposta Airbnb abbia omesso il versamento di più di 250 milioni di euro”.

Il Tar, “nel dichiarare infondate le doglianze di Airbnb”, ha ricordato che gli intermediari sono “sanzionabili per le omesse o incomplete ritenute da effettuare a partire dal 12 settembre 2017 e da versare entro il 16 ottobre 2017”.

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