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Lunedì 14 gennaio 2019 - 21:25

Fca, Fiom-Cgil: se bloccano investimenti pronti a mobilitazione

"Confronto per impedire rischio chiusura di interi stabilimenti"
Fca, Fiom-Cgil: se bloccano investimenti pronti a mobilitazione

Roma, 14 gen. (askanews) – La Fiom-Cgil è pronta a mobilitare i lavoratori del gruppo Fca se la società dovesse decidere di bloccare gli investimenti in Italia per l’introduzione dell’ecotassa sulle auto. “L’amministratore delegato di Fca, Mike Manley – afferma Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom e responsabile automotive – da Detroit ha valutato positivamente la vendita di Magneti Marelli, i risultati finanziari per proprietà e azionisti, ma ha anche dichiarato che sono in discussione piano di investimenti, industriale e occupazionale in Italia”.

“Queste dichiarazioni – spiega il sindacalista – mettono a rischio l’occupazione per i lavoratori degli stabilimenti italiani, che da anni sono in cassa integrazione perchè i piani industriali dichiarati non sono stati realizzati”.

La Fiom “aveva ritenuto il piano presentato dal nuovo amministratore delegato importante ma in ritardo nella svolta ibrida ed elettrica, e vista la mancanza di nuovi modelli Maserati e di auto di massa non avrebbe certamente risolto il problema della piena occupazione in poco tempo”.

“La Fiom – sottolinea De Palma – alla luce dell’andamento negativo del mercato dell’auto, della riduzione dei volumi prodotti da Fca già nel 2018 in Italia, delle normative su emissioni e incentivi alla vendita, della scadenza degli ammortizzatori sociali negli stabilimenti a partire dal polo torinese (Mirafiori e Grugliasco) e di Pomigliano d’Arco e Nola, ritiene indispensabile l’apertura di un confronto per mettere in atto tutte le azioni utili a impedire il rischio di chiusura di interi stabilimenti”.

La Fiom “chiede alle altre organizzazioni sindacali l’avvio di un confronto unitario e invita il governo alla convocazione di un tavolo. In assenza di garanzie per i lavoratori, la Fiom deciderà nelle assemblee le iniziative da dover tenere per scongiurare i rischi sul futuro degli stabilimenti italiani”.

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