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Martedì 18 dicembre 2018 - 18:57

Banche, Abi: per nuove sfide taglio costi e diversificare ricavi

"Percorso complesso in un contesto economico in lento sviluppo"
Banche, Abi: per nuove sfide taglio costi e diversificare ricavi

Roma, 18 dic. (askanews) – Per affrontare le nuove sfide create dalla tecnologia e dalle regole europee le banche italiane dovranno ridurre i costi e diversificare i ricavi. Lo sostiene l’Abi nel 26esimo rapporto sul mercato del lavoro nell’industria finanziaria. “Nonostante i progressi già realizzati – sottolinea Palazzo Altieri – si rendono necessarie ulteriori azioni incisive per recuperare margini di efficienza, a sostegno della redditività e in risposta alle crescenti pressioni concorrenziali che arrivano anche da società esterne al settore. Un percorso che passa per la razionalizzazione dei costi, oltre che per una maggiore diversificazione dei ricavi, che risulta complessa in un contesto economico ancora in lento sviluppo”.

Le banche italiane, spiega l’Abi, “continuano ad agire in un contesto caratterizzato da incertezze macroeconomiche, incessanti pressioni della regolamentazione e della vigilanza europea ed esigenze di riorganizzazione del lavoro. Il settore bancario, particolarmente interessato dall’impatto delle nuove tecnologie, è all’avanguardia nella trasformazione digitale dei servizi e dei processi, con effetti sia nel rapporto con i clienti sia nella gestione delle risorse umane: trasformazione digitale che comunque rappresenta un’opportunità di crescita e di ulteriore valorizzazione delle persone”.

“Il settore – secondo l’associazione bancaria – affronta questo scenario partendo da basi più solide rispetto al recente passato, con una qualità degli attivi in netto miglioramento e più pronto a operare nel nuovo contesto che va delineandosi. Tuttavia, la redditività si conferma ancora inferiore a quanto necessario a garantire un adeguato supporto alla crescita dell’economia italiana. L’eventuale conferma di segnali di rallentamento economico, ancora di più se associati alla stabilizzazione dello spread sovrano su livelli elevati, potrebbe compromettere i risultati fin qui raggiunti”.

“Non saranno però sufficienti – aggiunge Palazzo Altieri – le sole iniziative interne al settore, per quanto intense e incisive. È infatti necessaria una giusta combinazione di più fattori: un quadro congiunturale favorevole, interventi di riforma volti a calmierare i mercati finanziari, in particolare le attuali tensioni sul rischio sovrano che potrebbero impattare sul patrimonio e sul costo della raccolta delle banche e quindi sul costo del credito, e infine un quadro di regole che non penalizzi l’attività delle banche a supporto di famiglie e imprese”.

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