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Giovedì 13 dicembre 2018 - 13:34

Curiosi e informati, i 30-45enni che al ristorante ordinano birra

Ricerca della Fondazione Birra Moretti con Noi di Sala e Aspi
Curiosi e informati, i 30-45enni che al ristorante ordinano birra

Milano, 13 dic. (askanews) – Curiosi e informati, i 30-45enni dettano la linea in fatto di consumi di birra fuori casa. Sono loro, infatti, a guidare una tendenza sempre più marcata, quella di abbinare una bionda a piatti tradizionali piuttosto che gourmet quando sono al ristorante. A confermarlo è proprio chi raccoglie le ordinazioni, camerieri, maitre e sommelier, protagonisti di una ricerca di Fondazione Birra Moretti, realizzata in collaborazione con Noi di Sala e Aspi (l’associazione della Sommellerie professionale italiana). Del resto il consumo fuori casa, tra ristoranti, bar, pub e pizzerie, rappresenta il 41,5% del totale e genera il 75% dei ricavi del settore birrario italiano, un osservatorio importante, dunque, per capire in che direzione si muove il mercato della birra nel nostro Paese. E la direzione sembra essere quella di un consumo sempre più consapevole fatto di conoscenza, dove i 30-45enni, a differenza dei loro coetanei di solo 10-15 anni fa, si fanno sempre più dei cultori di questa bevanda, capaci sceglierla anche in abbinamento a un piatto di pesce ( nel 24% dei casi).

Il beer-lover tipo, entrato in uno dei 200 ristoranti italiani indagati dalla ricerca, continua a essere soprattutto uomo (75%), anche se una donna su quattro al momento dell’ordine sceglie una birra insieme ai propri piatti preferiti. Ma al di là delle differenze di genere, quello che contraddistingue questi consumatori è la conoscenza del prodotto: il crescente successo delle speciali (negli ultimi 6 mesi, il personale di sala nel 55% dei casi ha servito birre speciali, quell’universo che va dalle Ale alle Blanche, dalle Bock alle IPA) dimostra come gli italiani stiano progressivamente diventando degli intenditori. Lo prova anche il fatto che 6 clienti su 10 (57%) chiedono al personale di sala una birra servita con la giusta quantità di schiuma o alla giusta temperatura. Certo i veri intenditori, quelli che sanno già cosa vogliono e preferiscono uno stile birrario piuttosto che un marchio specifico, sono il 21%, ma a questi bisogna aggiungere una analoga percentuale di curiosi (21,5%), che, pur non conoscendo stili e caratteristiche, sono interessati ad approfondire e si lasciano consigliare dal personale. A ulteriore conferma di questo trend c’è la progressiva destagionalizzazione dei consumi di birra fuori casa. Se l’estate resta la stagione forte (65%), nel 30% circa dei casi il personale di sala conferma che la birra viene servita ormai tutto l’anno.

“La ricerca conferma che sta cambiando il cosiddetto ‘palato collettivo’ e la capacità degli italiani di avvertire e apprezzare la gamma di sapori offerti dai molti stili birrari si sta affinando.Il consumo di birra fuori casa si sta modificando in meglio, come confermano i dati del nostro Osservatorio Birra”, osserva Alfredo Pratolongo, presidente di fondazione Birra Moretti che aggiunge come fuori casa “gli italiani hanno scoperto e continuano a scoprire nuovi stili, abbinamenti gastronomici, carte delle birre sempre più fornite. Un insieme di elementi che hanno consentito al consumatore di sperimentare e di formare una propria personale cultura della birra”.

Del resto ormai quasi 7 clienti su 10 chiedono (spesso, o qualche volta) una carta delle birre al ristorante, e i ristoratori dall’altra parte stanno adeguando la propria offerta, aggiungendo (è il caso di 1 ristoratore su 2) qualche referenza o raddoppiando o addirittura triplicando (il 7%) il numero di birre disponibili.

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