Header Top
Logo
Lunedì 17 Dicembre 2018

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • La manovra incassa la fiducia alla Camera, ma sarà riscritta al Senato

colonna Sinistra
Venerdì 7 dicembre 2018 - 21:13

La manovra incassa la fiducia alla Camera, ma sarà riscritta al Senato

Molte le novità. Le partite più importanti da lunedì
La manovra incassa la fiducia alla Camera, ma sarà riscritta al Senato

Roma, 7 dic. (askanews) – Con 330 sì, 219 no e 1 astenuto l’Aula della Camera ha approvato la fiducia al governo sul maxiemendamento alla manovra. Molte le novità apportate nell’iter del provvedimento a Montecitorio, ma le partite più importanti, su reddito di cittadinanza e pensioni, sono rinviate alla seconda lettura in Senato che prenderà il via lunedì.

Si è accordata la ‘fiducia’ al governo giallo-verde sulla base della ‘fiducia’ che questa legge di bilancio, già cambiata più volte fuori e dentro le aule parlamentari, possa finalmente arrivare a una stesura definitiva che eviti all’Italia l’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Europa. Ma siamo ancora alla fase degli annunci, nel terreno delle continue fughe in avanti e marce indietro da parte dell’esecutivo. Su cui pesano diverse tegole politiche, a partire dalle insistenti voci di dimissioni del ministro Giovanni Tria. Ancora una volta definite come “fantasiose ricostruzioni” da palazzo Chigi e smentite dallo stesso Tria.

E mentre Montecitorio licenzia una manovrina arricchita da mance e mancette, nella sede del governo inizia a comporsi il puzzle delle modifiche che riscriveranno radicalmente il testo a partire dall’intoccabile cifra del 2,4% di deficit alla quale Luigi Di Maio e i suoi avevano brindato dal balcone soltanto due mesi fa. Una stima che sembra poter-dover ritornare sui livelli (intorno al 2%) voluti dal ministro Tria e accettati da Bruxelles, ma su cui la partita è ancora tutt’altro che chiusa. I vicepremier Salvini e Di Maio continuano a difendere la linea del Piave del 2,2% che non basta all’Europa, e rimane lontana dall’obiettivo di ridurre il deficit di almeno 7 miliardi per portarlo tra l’1,9 e il 2%.

La soluzione sui numeri terrà ancora banco almeno fino al 19 dicembre, deadline posta dalla Ue. Ma la prossima settimana ci saranno altre occasione di confronto: sia al Consiglio europeo del 13-14 dicembre, sia all’ancora non confermato faccia a faccia fra il premier Conte e il presidente della commissione Junker che potrebbe tenersì martedì prossimo. E intanto si alza il sipario sull’ondata di emendamenti che saranno portati dalla maggioranza al Senato. Ma ancora regna incertezza sulle carte più attese di questa delicatissima partita: quota 100 e reddito di cittadinanza. Il ridisegno dei due interventi è prioritario se la strada del disavanzo deve essere in discesa non solo per il prossimo anno ma anche per gli anni successivi.

int

CONDIVIDI SU:
articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su