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Martedì 4 dicembre 2018 - 14:50

Greenaccord: religioni riferimento per un cibo più sostenibile

Tavola rotonda dell'Associazione di giornalismo ambientale
Greenaccord: religioni riferimento per un cibo più sostenibile

Milano, 4 dic. (askanews) – Il cibo come fattore comune nel dialogo interreligioso, e le religioni come fattori propulsivi per una produzione e un consumo più sostenibili del cibo. Sono le due proposte di lavoro oggetto della tavola rotonda “Il valore e il significato del cibo nelle religioni” che ha concluso i lavori del convegno “Attorno al cibo per costruire dialogo, incontro, confronto e pace”, organizzato dall’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus, in collaborazione con la Regione Lazio e l’Arsial (Agenzia regionale per lo Sviluppo e Innovazione dell’Agricoltura del Lazio), presso l’Aula Magna dell’Università Augustinianum. Dal confronto è emerso evidente come proprio nel dialogo interreligioso il fattore cibo può ricoprire un ruolo significativo in quanto rappresenta un elemento che, dalla sua produzione al consumo, può contribuire a vincere le resistenze, ad aprirsi al nuovo e al differente, a sperimentare forme di contaminazione che incuriosiscano e attirino attenzione.

I temi affrontati si sono poi estesi alla mistica dell’ambiente, anch’esso oggetto di grande confronto e condivisione fra le diverse culture religiose. Paolo Trianni, teologo cattolico ha al riguardo sottolineato che “Occorre sostenere un cristianesimo ambientalista e sensibile ad una teologia che privilegi la dimensione mistica della natura”. “La Chiesa – ha aggiunto Trianni – dovrebbe orientarsi verso il vegetarianesimo, sostenere le motivazioni ecologiche, partendo dal presupposto che una delle cause principali dei disastri ambientali della nostra epoca è proprio l’industria alimentare che crea gas, distrugge foreste per allevare animali e consuma un’infinita di acqua”.

Sandro Di Castro, ex presidente della comunità ebraica romana, ha raccontato diversi aneddoti a sostegno dell’importanza data dalla religione ebraica all’attenzione per la natura. “Andiamo sempre più verso una società multiculturale – ha detto – e il cibo può favorire questo dialogo, aiutando ad abbattere ogni forma di intolleranza”.

Quello dell’inclusione e del multiculturalismo è un tema molto sentito da Mansur Abd al-Hayy Baudo, rappresentante del Corei, la comunità di religione islamica che ha insistito nel sottolineare come “Incontro, confronto e scambio sono strade “praticabili e sostenibili” anche attraverso lo strumento alimentare”. La sacralità del cibo è centrale anche nella religione induista. A ricordarlo è stata la testimonianza di Svamini Hamsananda, vice presidente comunità Induista. “La nostra religione – ha detto – si fonda su una grande attenzione ecologica da cui nasce il concetto di interrelazione e il cibo per eccellenza è una di queste relazioni da mantenere le altre persone. Il cibo è un fatto sociale e culturale, ma è soprattutto un atto religioso e non a caso ogni nostro gesto è accompagnato sempre da acqua e cibo”.

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