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Martedì 16 ottobre 2018 - 12:16

Dall’Ict ai trasporti aeronavali: le nuove sfide dell’e-mobility

I progetti della Ricerca di Sistema nel campo mobilità elettrica
Dall’Ict ai trasporti aeronavali: le nuove sfide dell’e-mobility

Roma, 16 ott. (askanews) – Un parco auto con emissioni ridotte del 40% entro il 2030. È questa la sfida dell’Europarlamento all’industria automobilistica inclusa in una risoluzione approvata a inizio ottobre. I parlamentari hanno chiesto inoltre di imporre delle quote di mercato per gli ZLEV, gli Zero and Low Emission Vehicle, ovvero veicoli elettrici o con emissioni al di sotto dei 50 g CO2 a chilometro. Questi veicoli dovranno coprire il 20% di auto e furgoni nuovi immessi sul mercato nel 2025. Quota che sale fino al 35% nel 2030. Un obiettivo ambizioso. Uno stimolo anche per la ricerca. Il nuovo approfondimento di RES Magazine è dunque dedicato al tema dell’e-mobility, campo in cui si registra la presenza di alcuni innovativi progetti della Ricerca di Sistema.

Come quello portato avanti da Enea con il software BEST. Si tratta di uno strumento di analisi e pianificazione che potrebbe rivelarsi molto utile per le aziende del trasporto locale: “BEST esamina i percorsi ed il servizio programmato delle singole linee di una rete – ci ha spiegato Maria Pia Valentini dell’Enea – Sulla base di tali dati, il software è in grado di indicare se un determinato servizio sia elettrificabile ed, eventualmente, per quale strategia di ricarica: solo notturna al deposito, o anche durante le soste al capolinea o, addirittura, prevedendo brevi flash di ricarica anche ad alcune fermate”.

L’elettrificazione tuttavia è un processo che non interessa solo bus e automobili. “In campo navale – dice Ottorino Veneri, ricercatore all’Istituto Motori del CNR – si è all’inizio di una diffusione di processi di elettrificazione per l’ottimizzazione dei sistemi ausiliari di bordo, mediante la trasformazione da movimenti pneumatici o idraulici a processi governati dall’elettrificazione. Inoltre come CNR stiamo seguendo il processo di ibridizzazione di una nave oceanografica che in origine aveva un motore diesel e che ora è in grado di utilizzare un doppio sistema, diesel ed elettrico. Questa possibilità è particolarmente utile per effettuare campagne oceanografiche a potenza ridotta in zone marine tutelate e nelle vicinanze dei porti”.

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