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Giovedì 11 ottobre 2018 - 11:25

Trieste-Shanghai: diVerso il mare ma stessi porti, Italia e Cina

Un'installazione e una mostra fotografica su Nuova Via della Seta
Trieste-Shanghai: diVerso il mare ma stessi porti, Italia e Cina

Roma, 11 ott. (askanews) – Cos’hanno in comune Trieste e Shanghay? Il mare, per prima cosa, e poi i porti, che sono i due estremi della Nuova Via della Seta Marittima, arteria mondiale per lo scambio di merci, tecnologie e cultura. E’ con questa idea che UNIDO ITPO Italy, ufficio italiano dell’Organizzazione per lo Svilupppo Industriale delle Nazioni Unite che si occupa di promozione di tecnologia e investimenti e Manus Loci, onlus con la missione di far conoscere paesi e popoli lontani attraverso la valorizzazione dei loro prodotti, inaugureranno venerdì 12 ottobre in piazza della Borsa a Trieste l’installazione artistico-industriale e la mostra fotografica “diVerso il Mare”, realizzata dalla fotoreporter Elisabetta Lattanzio Illy.

L’iniziativa, realizzata sotto il Patrocinio di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Trieste e Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, è inserita nel quadro delle attività previste dal progetto di UNIDO “Bridges for Cities” ed è dedicata alle persone che lavorano nei porti di due città, Trieste e Shanghai, ai due estremi della Via della Seta, e connesse dalla stessa finalità: lo scambio di merci e conoscenze.

A unire le due città c’è infatti anche l’etimologia dei loro nomi: Shanghay vuole dire letteralmente “Verso il Mare”, mentre il toponimo di Trieste deriva dal venetico “Tergeste”, ovvero “mercato”. Il legame Trieste-Shanghai è quindi questo continuo “mercato verso il mare”, dove non è solo il commercio di merci che garantisce progresso globale per un futuro sostenibile, ma anche lo scambio di idee e cultura.

E’ questa la ragione per cui sono i container a essere protagonisti dell’installazione che ospita la mostra. Presentati sotto forma di scultura verticale ideata da Piero Lissoni e lo studio Lissoni Associati, la struttura è composta dall’assemblaggio di dodici container ed è stata realizzata grazie a Dmeco Engineering divisione Living e Artemide. Il reportage fotografico e video di Elisabetta Illy trasporta invece i visitatori nella quotidianità della vita di porto, dove uomini e macchine lavorano insieme per sostenere il flusso costante di merci e idee. A Trieste come a Shanghai, i lavoratori del porto parlano lingue diverse ma compiono gli stessi gesti quotidiani. Macchine robuste caricano e scaricano i container, mentre le persone creano e scambiano ogni giorno innovazioni tecnologiche e conoscenze.

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