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Venerdì 18 maggio 2018 - 09:01

Mps, Borghi:con Ue negozieremo nuovo piano. Naturale sostituire Ad

Non mi pento di quello che ho detto

Roma, 18 mag. (askanews) – “Non mi pento di quello che ho detto. L’istituto deve rimanere pubblico.”. Così Claudio Borghi, responsabile economico della Lega, in una intervista su “La Stampa” torna sulla questione del Monte dei Paschi di Siena, attualmente controllato dal Tesoro con il 68% del capitale grazie al salvataggio con risorse pubbliche.

“Andremo a Bruxelles e ridiscuteremo il Piano” di ristrutturazione della banca che prevede l’uscita dello Stato dal capitale nel 2021, precisa l’economista della Lega.

Confermata l’intenzione di sostituire l’attuale amminstratore delegato Marco Morelli, posizione già espressa dall’esponente leghista lo scorso 16 febbraio proprio a Siena in occasione di un appuntamento della campagna elettorale per le politiche.

“Quasi naturale pensarlo”, riferendosi all’Ad del Monte, “quello che c’è è stato scelto da un governo che sta per andersene” chiosa Borghi.

Ieri, il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, ha accusato Borghi di mettere a repentaglio l’investimento pubblico dello Stato nel Monte (5,4 miliardi) ed ha difeso il management della banca ricordando la efficace implementazione del piano di ristrutturazione della banca riflesso nei risultati positivi del primo trimestre.

In ogni caso nessuno finirà sul lastrico. Lo scorso 12 aprile l’assemblea dei soci di Mps ha approvato un pacchetto per le liquidazioni dei top manager che dovessero lasciare la banca.

Liquidazioni che saranno pagate assegnando complessivamente fino a 6 milioni di azioni Mps da corrispondere a titolo di incentivo per la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro

I destinari del pacchetto sono l’Ad del Gruppo, Marco Morelli, l’Ad di Mps Capital Services Giampiero Bergami, l’Adi Widiba Andrea Cardamone. Tra i potenziali beneficiari del pacchetto anche gli altri dirigenti strategici.

Il pacchetto liquidazioni top manager, pari a 6 milioni di azioni Mps, al momento dell’approvazione da parte dell’assemblea, con il prezzo delle azioni a 2,70 euro valeva circa 16 milioni di euro. Dopo la prima trimestrale ben accolta dal mercato (utile netto 188 milioni), il valore delle azioni del Monte è salito fino a un picco di 3,28 euro portando il Montepremi liquidazioni a quota 19,6 milioni di euro. Dopo lo scivolone di ieri delle azioni Mps (-8%), Montepremi ridimensionato a 17,5 milioni.

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