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Mercoledì 16 maggio 2018 - 11:00

Nascite a minimo storico, siamo secondo paese più vecchio al mondo

Istat: 168,7 anziani per 100 giovani e tra 20 anni saranno 265
Nascite a minimo storico, siamo secondo paese più vecchio al mondo

Roma, 16 mag. (askanews) – Ormai è allarme demografico. In Italia le nascite toccano il nuovo minimo storico, si accentua l’invecchiamento e prosegue il calo della popolazione. La fotografia scattata dall’Istat nel rapporto annuale mostra un quadro demografico preoccupante e la tendenza indica un un costante peggioramento del “debito demografico”.

Per il nono anno consecutivo le nascite sono in calo. L’anno scorso ne sono state stimate 464mila, il 2% in meno rispetto all’anno rpecedente e nuovo minimo storico. La contrazione delle nascite – rileva l’Istat – ha una forte componente strutturale e interessa tutte le aree ma in particolare nel centro Italia con una contrazione del 4,6%. Rispetto al 2008 il calo delle nascite ammonta a oltre 100mila unità, -19%.

Nonostante l’apporto positivo dell’immigrazione, le donmnme nella fascia di età tra 15 e 29 anni sono poco più della metà di quelle tra 30 e 49 anni. Meno donne in età feconda comportano inevitabilmente meno nascite.

La crisi demografica è confermata dal terzo anno consecutivo di flessione della popolazione. L’Istat stima che a gennaio scorso la popolazione ammonti a 60,5 milioni, in calo di quasi 100mila unità rispetto all’anno precedente. Al tempo stesso si accentua l’invecchiamento nonostante la presenza degli stranieri caratterizzati da una struttura di età più giovane di quella italiana e con una fecondità più elevata. L’Italia è il secondo paese più vecchio al mondo con una stima di 168,7 anziani ogni 100 giovani.

L’evoluzione demografica degli ultimi decenni ci consegna un paese profondamente trasformato nella struttura e nelle dinamiche sociali demografiche. E la tendenza è destinata ad accentuare ulteriormente il processo di invecchiamento. Secondo lo scenario mediano delle previsioni demografiche tra 20 anni lo squilibrio intergenerazionale sarà ancora più critico con 265 anziani ogni 100 giovani.

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