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Mercoledì 14 febbraio 2018 - 16:09

Tra Centrodestra e M5s convergenze su fisco e debito

Ma anche su previdenza e su Cottarelli
Tra Centrodestra e M5s convergenze su fisco e debito

Roma, 14 feb. (askanews) – Emergono diversi punti di convergenza tra i programmi elettorali del centrodestra e del M5s. In particolare sul fisco, la previdenza e sulla strategia di riduzione del debito pubblico decisamente aggressiva.

Sul fisco il programma del centrodestra prevede l’introduzione della flat tax mentre il M5s indica una riduzione delle aliquote Irpef. Entrambi tuttavia prevedono una no tax area. Il M5s indica 10mila euro mentre il programma del centrodestra fissa l’asticella a 13mila euro di reddito.

Punti di convergenza anche su altri aspetti del fisco. Il M5s propone l’abolizione degli studi di settore, dello split payment, spesometro ed Equitalia. Il centrodestra indica la necessità di modificare lo split payment rendendo neutra l’applicazione dell’Iva su tutta la filiera produttiva. Anche il centrodestra propone l’abolizione effettiva di Equitalia.

Anche sulla previdenza e welfare non mancano le convergenze tra i due programmi. Il centrodestra indica l’azzeramento della Fornero, anche se poi il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi è favorevole a mantenere alcuni punti della riforma. Il M5s parla invece di “superamento” della Fornero introducendo quota 41, favorendo la staffetta generazionale.

Entrambi i programmi propongono l’innalzamento delle pensioni minime. Il centrodestra indica un aumento generico nel programma, Berlusconi ha parlato di minime a mille euro e assegni per le mamme. Il M5s indica le pensioni minime a 780 euro netti a tutti i pensionati e un assegno di 1,170 euro netti per una coppia.

Ma le convergenze non si esauriscono qui. La strategia di abbattimento del debito pubblico presenta il medesimo approccio aggressivo mentre, ad esempio, quello del Pd è più soft. Il M5s fissa l’obiettivo di ridurre il rapporto debito/pil di 40 punti in 10 anni. Anche Forza Italia indica un target molto aggressivo, 30 punti in cinque anni, mentre la Lega non fissa obiettivi rilevando che il problema si risolve spendendo di più e tagliando le tasse tanto poi aumentano le entrate e si può ridurre il debito. Più o meno lo stesso discorso da Liberi e Uguali secondo cui spendendo di più per investimenti l’economia riparte e il problema del debito si risolve.

Il Pd propone un rientro più morbido, un taglio di 22 punti in dieci anni. +Europa, alleati del Pd, propongono il congelamento della spesa per cinque anni e così ci si libera del debito.

Tra centrodestra e M5s altro elemento di convergenza è Carlo Cottarelli. Berlusconi vorrebbe averlo nel governo come ministro per la spending review. Il M5s si basa sul piano Cottarelli per i tagli alla spesa pubblica.

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