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Sabato 13 gennaio 2018 - 13:42

Pil, Cgia: ripresa rallenta e Italia torna ultima in Europa

"Nel 2018 crescita solo +1,3%, ma pressione fiscale giù al 42,1%"
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Roma, 13 gen. (askanews) – La ripresa economica rallenta e l’Italia “torna a essere ultima in Europa”. Lo sostiene l’ufficio studi della Cgia, secondo cui “sebbene il peggio sia alle nostre spalle la ripresa economica consolidatasi nel 2017 (circa +1,5%) rischia di affievolirsi già a partire da quest’anno. Gli ultimi dati di previsione elaborati dalla commissione europea per il 2018 sono molto indicativi: il nostro Pil reale è destinato ad aumentare dell’1,3%. Tra i 27 paesi Ue, nessuno conseguirà una crescita più contenuta della nostra”.

“La Grecia – spiega la Cgia – che solitamente è il fanalino di coda europeo, quest’anno aumenterà la propria ricchezza del 2,5%, mentre la Francia segnerà +1,7%, la Germania +2,1% e la Spagna +2,5%. Anche i consumi delle nostre famiglie (+1,1%) e quelli della pubblica amministrazione (+0,3%) segneranno le variazioni di aumento tra le più striminzite in tutta l’Ue. Un risultato molto preoccupante, visto che la somma dei valori economici di queste due componenti costituisce l’80% circa del nostro reddito nazionale”.

Per le tasse, invece, sono previste delle novità positive. “Al netto di eventuali manovre correttive e degli effetti economici del cosiddetto bonus Renzi – sottolinea il coordinatore dell’ufficio studi Paolo Zabeo – stimiamo che la pressione fiscale generale sia destinata a scendere al 42,1%: 0,5 punti in meno rispetto al 2017. Prosegue quindi la discesa iniziata nel 2014”.

“Il risultato del 2018 – aggiunge Zabeo – sarà ottenuto grazie al trend positivo del Pil nominale che aumenterà di oltre 3 punti percentuali e non a seguito di una contrazione del gettito fiscale, che invece salirà del 2%. Se il governo Gentiloni non avesse fatto slittare sia l’introduzione dell’imposta sui redditi sulle società di persone e imprese individuali sia la cancellazione degli studi di settore, il carico fiscale generale avrebbe subito una contrazione decisamente superiore, soprattutto a vantaggio delle piccole e micro imprese”.

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