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Lunedì 18 dicembre 2017 - 20:44

## Borsalino fallisce, a rischio 130 posti di lavoro

Incontro sindacati e curatori fallimentari tra 22 e 27 dicembre

Torino, 18 dic. (askanews) – Colpo di scena nell’intricata storia del salvataggio Borsalino. L’azienda alessandrina, famosa in tutto il mondo per i suoi capelli, indossati dai divi del cinema hollywoodiano, è fallita. Lo si apprende da fonti sindacali, secondo cui è stata respinta la richiesta di concordato avanzata dalla Haeres Equita di Philippe Camperio, cofondatore di Quest partners, attiva nel private equity con sede a Ginevra e Toronto.

La storia della Borsalino sembra essa stessa un film: da piccolo laboratorio, fondato nel 1857 da Giuseppe Borsalino ad Alessandria a icona di stile nel mondo fino alle recenti peripezie, con tanto di crac da 3 miliardi e l’arresto del patron Marco Marenco, dopo un anno di latitanza in Svizzera nel 2015. E proprio nel 2015 entra in scena Haeres Equita, società con sede a Valenza (Alessandria), fondata dal finanziere italo svizzero Camperio insieme a Edouard Burrus.

Correva il maggio 2015 e il giudice fallimentare del tribunale di Alessandria Caterina Santinello ammetteva la Haeres alla procedura di concordato preventivo e nominava tre commissari giudiziari (Stefano Ambrosini, Ignazio Arcuri e Paola Barisone). Viene presentato un piano industriale, che incassa anche la benedizione dei sindacati e a partire dalla fine 2015 Camperio si ritrova con marchio e affitto del ramo d’azienda che produce i celebri copricapo. Il 2016 è l’anno dell’incertezza: la Borsalino prima viene ammessa alla procedura di concordato preventivo poi a dicembre il giudice revoca tutto. Viene presentato una nuova richiesta di concordato, che oggi per l’appunto è stata respinta. Ora la Haeres, il cui affitto del ramo d’azienda scade a maggio 2018, può fare ricorso in Corte d’appello e parallelamente fare un’offerta quando partirà l’asta fallimentare. Ma in ballo c’è il futuro di oltre 130 lavoratori, che oggi si sono riuniti in assemblea sindacale e sono usciti in presidio davanti ai cancelli dell’azienda.

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