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Martedì 14 novembre 2017 - 14:38

Pil accelera, top da 6 anni. Gentiloni: non dilapidare risultati

La crescita acquisita per lo 2017 è già all'1,5%
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Roma, 14 nov. (askanews) – L’economia italiana accelera più del previsto. Nel terzo trimestre del 2017, secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell’1,8% nei confronti del terzo trimestre del 2016. Il Pil mette a segno così la tredicesima variazione congiunturale positiva consecutiva. Inoltre tocca, su base tendenziale, il livello più alto da sei anni, per la precisione dal secondo trimestre del 2011. La crescita acquisita per il 2017 è già pari a +1,5%, in linea con le stime del governo. Soddisfatto il premier Paolo Gentiloni che definisce l’Italia “campione di salto in alto”. Per il premier l’economia italiana accelera e lo fa per merito delle famiglia, delle imprese e dei lavoratori” ma “i risultati non li possiamo disperdere, dilapidare e mettere in discussione”.

Positivo anche il giudizio del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: “dal 2014 in Italia il Pil pro capite cresce più che altrove”.

Entrando nel dettaglio dei dati, l’Istat ha precisato che il terzo trimestre del 2017 ha avuto tre giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al terzo trimestre del 2016. La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura e di un aumento nei settori dell’industria e dei servizi. Dal lato della domanda, si registra un contributo positivo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia di quella estera (esportazioni al netto delle importazioni).

Guardando alle altre economie, nello stesso periodo, il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,7% negli Stati Uniti, dello 0,5% in Francia e dello 0,4% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,3% negli Stati Uniti, del 2,2% in Francia e dell’1,5% nel Regno Unito.

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