Header Top
Logo
Giovedì 21 Settembre 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Economia
  • Ecco la nuova guida fiscale sui lavoratori italiani all’Estero

colonna Sinistra
Domenica 17 settembre 2017 - 10:55

Ecco la nuova guida fiscale sui lavoratori italiani all’Estero

Da Agenzia Entrate accesso semplice e intuitivo sui maggiori temi
20170917_105536_6426AA92

Roma, 17 set. (askanews) – Come evitare la doppia imposizione, come funziona il credito per le imposte pagate all’estero, quando è necessario iscriversi all’Aire: sono alcuni dei temi trattati nella nuova guida online dell’Agenzia dedicata ai lavoratori italiani all’estero. La brochure, secondo quanto riporta un comunicato, curata dall’ufficio Comunicazione delle Entrate, è disponibile nella sezione “L’Agenzia informa” del sito www.agenziaentrate.gov.it, volta a garantire un accesso semplice e intuitivo alle informazioni sugli argomenti fiscali di maggior interesse.

Le imposte all’estero dalla A alla Z – Dal concetto di residenza fiscale, per chiarire come, dove e in che modo i lavoratori all’estero devono pagare le tasse, alle convenzioni contro le doppie imposizioni, per evitare il pagamento delle imposte sia nel Paese di produzione del reddito sia in quello di residenza.

La guida delle Entrate illustra i punti chiave utili a chiarire a tutti i contribuenti le regole fiscali che si applicano a chi lavora all’estero ma ha ancora la residenza in Italia e quelle valide per chi è iscritto all’Aire, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.

Iscrizione all’Aire e credito d’imposta, come mettersi in regola con la voluntary – Un capitolo della pubblicazione online, inoltre, è rivolto a chi, per vari motivi, non si è iscritto all’Aire e non ha presentato la dichiarazione dei redditi per gli anni precedenti ma vuole rimediare.

Infatti, in base al Dl n. 50/2017, fino al 30 settembre 2017 questi contribuenti potranno evitare di perdere il diritto al credito per le imposte pagate all’estero a titolo definitivo, presentando domanda di accesso alla procedura di “collaborazione volontaria” e indicando in essa i redditi di lavoro dipendente o di lavoro autonomo in precedenza non dichiarati in Italia.

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su