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Mercoledì 13 settembre 2017 - 19:00

Euro,Italia non chiede aiuti, botta e risposta Monti-Fuest (Ifo)

In dibattito ambasciata tedesca ex premier rintuzza rilievi
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Roma, 13 set. (askanews) – Botta e risposta tra l’economista Clemens Fuest, presidente dell’istituto di ricerca Ifo di Monaco, e l’ex presidente del Consiglio Mario Monti. Nodo del contendere la tesi dell’accademico tedesco che l’Italia sia un Paese troppo ricco, in termini di ricchezza privata delle sue famiglie per poter chiedere in futuro aiuti agli altri Paesi dell’Eurozona nell’eventualità di una crisi. Una tesi respinta da Monti, che ha ricordato come l’Italia a differenza di altri Paesi dell’Eurozona, non chieda aiuti da molti anni e che, tenendo conto anche del debito pensionistico, sia uno dei Paesi più stabili dell’eurozona.

Palcoscenico della tenzone verbale la residenza dell’ambasciatore tedesco a Roma, Susanne Marianne Wasum-Rainer, che ha ospitato martedì sera un dibattito al quale Fuest era contrapposto al direttore del centro studi di Confindustria Luca Paolazzi, che nel suo intervento ha ricordato le molte riforme intraprese negli ultimi anni da Roma, che nell’ultima crisi finanziaria ha fornito fondi per il salvataggio dei Paesi più in crisi attraverso il finanziamento dell’Esm.

Nel dibattito ha dato fuoco alle polveri il presidente dell’Ifo Fuest: “Il patrimonio privato delle famiglie in Italia – ha detto – è molto elevato, quindi c’è un alto indebitamento dello Stato e un alto patrimonio privato, con diverse conseguenze. La situazione dell’economia italiana, dunque, non è poi così grave perchè c’è un benessere privato. Ma ciò significa anche che non c’è la possibilità di redistribuire il debito in Europa perchè in altri Paesi c’è l’impressione che l’Italia statalizzi i debiti. Dunque – ha aggiunto l’economista tedesco – non c’è la possibilità di avere aiuti dagli altri Paesi per quello che riguarda l’elevato livello dell’indebitamento. E’ una discussione che viene portata avanti in tanti Paesi, anche in Germania perchè c’è un settore privato molto benestante in Italia e uno stato molto indebitato. E’ molto importante capire questo contesto perchè significa che se la quota del debito continuasse a salire e se l’Italia avesse bisogno di appoggio esterno allora questo grafico (i dati Ocse comparativi sulla ricchezza privata delle famiglie che vedono l’Italia ai primi posti, ndr) sarà veramente al centro della discussione.

Posizioni, quelle di Fust, per nulla condivise da Mario Monti Che inizialmente ha usato toni accondiscendenti per poi rintuzzare la critica. “Il professor Furst – ha replicato l’ex premier – ha detto, che se l’Italia avesse bisogno di aiuti esterni quel grafico sarebbe un ostacolo, il grafico è quello della ricchezza privata e del debito pubblico. Vorrei prima di tutto che ha ragione. E ricordo che quando si pensava che l’Italia potesse avere bisogno di avere aiuti le reazioni, per esempio della Cancelliera Merkel furono: com’è possibile che con un tale tenore di vita visibile e con una tale ricchezza privata l’Italia non possa risolvere da sè il problema”.

Poi, il contrattacco di Monti alle critiche di Fuest. “Vorrei però suggerire al professor Fuest, quando parla di questo tema sacrosanto, se lo fa soprattutto in Italia, di ricordare che però l’Italia fra tanti Paesi è un Paese che in epoca recente non ha mai chiesto aiuti a nessuno, nè alla Germania nè ad altri, mentre questo è avvenuto da parte della Grecia, di Cipro, del Portogallo, dell’Irlanda, della Slovenia e per la parte bancaria persino dalla Spagna. Non è solo una virtù degli italiani che hanno dissipato ma che poi decidono di chiedere la carità altrui. E’ che – ha sottolineato ancora Monti – hanno dissipato un pò meno di quanto appaia, perchè per esempio se prendiamo i dati di una insospettabile Marktwirtschaft Stifnung di Berlino si vede che se si prendono i deficit pubblici dei diversi Paesi, compreso il debito pubblico implicito per il servizio delle pensioni l’Italia è tra i Paesi più stabili, ed è una notizia che io diffondo il meno possibile in Italia”, ha concluso chiosando ironicamente.

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