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Lunedì 17 luglio 2017 - 10:48

Dalla cultura al cibo: le nove anime del turismo in Italia

L'analisi del rapporto sul Turismo di Unicredit e Tci
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Milano, 17 lug. (askanews) – Dai viaggi culturali a quelli che puntano alla scoperta di cibi e tradizioni enogastronomiche: il “Rapporto sul Turismo 2017” realizzato da UniCredit in collaborazione con il Touring Club Italiano ha analizzato, in una sezione dedicata, i diversi tipi di turismo in Italia definito come fenomeno sociale ancor prima che economico, mutevole nel tempo e influenzato dall’evoluzione dei bisogni dei viaggiatori e da una serie di fattori “esogeni” che hanno effetti combinati sui comportamenti individuali.

La tecnologia, ad esempio, ha inciso profondamente nelle modalità di guardare al mondo dei viaggi ampliando a dismisura la possibilità di reperire informazioni, rivoluzionando il tradizionale concetto di intermediazione e riducendo di conseguenza l’asimmetria informativa tra produttore e consumatore. La diffusione di mobile e app ha inoltre favorito la nascita di community social facendo letteralmente esplodere il fenomeno dell’ospitalità tra privati che, solo in Italia nel 2016, ha riguardato 5,6 milioni di persone. L’affermazione delle prime compagnie aeree low cost ha poi inciso sul settore dei trasporti di breve/medio raggio mettendo in competizione destinazioni che fino a quel momento non si sentivano in concorrenza.

Dai risultati analizzati nel Report si possono distinguere ben nove tipi di turismo in Italia: – Il turismo culturale, in buona salute e in crescita nel breve/medio periodo, vede Roma, Milano, Venezia e Firenze tra le destinazioni culturali più visitate del nostro Paese. – Il turismo balneare si conferma il più importante prodotto turistico in Italia e si concentra nell’alto e nel dieci località balneari per posti letto. – Le Dolomiti – Patrimonio Unesco dal 2009 – costituiscono la destinazione di turismo montano con maggiori infrastrutture, in termini di posti letto. Con oltre 11 milioni di arrivi e quasi 48 milioni di presenze, infatti, la nostra montagna ha registrato sull’anno precedente rispettivamente +6,5% e +3,4%. – L’Agriturismo registra una crescita constante che prosegue anno dopo anno: piace ai viaggiatori, soprattutto olandesi, e rappresenta un’avventura imprenditoriale che attrae molti operatori. – L’Italia resta tuttora il primo Paese in Europa per numero di crocieristi imbarcati: il Mediterraneo si conferma in crescita sia sul medio (+109%) sia sul breve periodo (+3%). – Resta negativo, pari a -1,7 miliardi di euro, il saldo valutario del turismo business: gli italiani spendono per viaggi di affari all’estero più di quanto facciano gli stranieri nel nostro Paese. – Anche il turismo congressuale riflette la doppia velocità dell’economia italiana: le regioni del Nord, infatti, rappresentano circa il 56% in termini di numero di eventi, il 59% per partecipanti, il 55% per giornate e il 58% per presenze di congressisti. A seguire, con grande distacco, quelle del Centro con percentuali comprese tra il 27 e il 30% mentre Sud e Isole sono da questo punto di vista poco rilevanti. – Per quanto riguarda il turismo termale si confermano ai primi posti Montecatini, Chianciano e Abano. Il concetto “terme & benessere” si è progressivamente ampliato, diffondendosi anche nelle località urbane e montane che hanno sviluppato un’offerta wellness complementare a quella principale. – Infine, il turismo enogastronomico contribuisce positivamente alla crescita delle esportazioni di prodotti alimentari e bevande generando una domanda da parte dei turisti – stranieri soprattutto – di “tipicità” nel momento in cui viaggiano all’interno del nostro Paese, rappresentando anche un importante volano per il Made in Italy nel mondo.

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