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Venerdì 14 luglio 2017 - 18:33

JP Morgan, Dimon: imbarazzante essere un americano all’estero

Il banchiere critica la stampa e la politica
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Roma, 14 lug. (askanews) – “E’ imbarazzante essere un americano in giro per il mondo”. La clamorosa affermazione non è di un citizen qualsiasi, ma del grande boss di JP Morgan Chase, la più grande banca americana e la numero due al mondo per attivi.

Nel corso della conference call con gli analisti per illustrare i risultati del secondo trimestre, Dimon ha esclamato di essere stufo di ascoltare stupidità e si è detto “frustrato” sulla incapacità degli Stati Uniti di investire in infrastrutture e riformare il sistema fiscale: “Potremmo avere una crescita molto più robusta se ci fossero più decisioni intelligenti e meno ingorghi”.

All’inizio della conference call con i giornalisti, il ceo di JP Morgan ha espresso la sua irritazione nei confronti della stampa che a suo dire dovrebbe focalizzarsi sui temi di grande interesse per il paese piuttosto che sui capricci dei protagonisti del trading.

“Gli Stati Uniti devono iniziare a focalizzarsi sulle buone politiche per tutti gli americani, quindi su infrastrutture, regolazione, tassazione e scuola” ha tuonato il banchiere che poi rivolgendosi alla stampa ha chiesto: “Perché non vi occupate di questi temi?”, e invece “sembrate più interessati al trading nel reddito fisso delle ultime due settimane?”.

Dimon ha quindi snocciolato una serie di numeri che mostrano il fallimento del paese, dalla metà dei bambini delle aree povere che non si diplomano, fino al tema molto sentito delle infrastrutture: “E’ da 20 anni che non costruiamo un aeroporto”.

“Sono stato recentemente in visita in Israele, Irlanda e Francia dove i governi sono consapevoli della grande importanza di un sistema fiscale che renda competitivo il paese”, ha osservato.

Poi una risposta al veleno a un cronista che gli aveva chiesto se si sentisse frustrato con l’amministrazione Trump. “No – la risposta – tu sei frustrante”.

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