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Venerdì 19 maggio 2017 - 19:39

Enea: Supermagnete per fusione nucleare è made in Italy

Circa 5 km di cavi conduttori. Peso di oltre 300 tonnellate
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Roma, 19 mag. (askanews) – È stato presentato ufficialmente oggi il componente per la fusione nucleare più tecnologico al mondo, un gigantesco magnete superconduttore realizzato in Italia, grazie alla collaborazione tra industria nazionale hi-tech e ricerca con l’Enea. Ad ospitare l’evento lo stabilimento di La Spezia dell’azienda italiana ASG Superconductors (famiglia Malacalza) dove vengono realizzati questi supermagneti, che prima della riconversione hi-tech di forza lavoro e macchinari produceva lavatrici.

Il grande magnete superconduttore, noto anche come bobina toroidale, costituirà il ‘cuore’ del reattore sperimentale Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor), attualmente in costruzione a Cadarache in Francia, che ha lo scopo di dimostrare la fattibilità di riprodurre sulla Terra la reazione che alimenta il Sole e le stelle per ottenere un’energia inesauribile, sicura e pulita. Iter funzionerà con 18 bobine toroidali: l’Europa ne fabbricherà 10 (inclusa una di ricambio), tutte made in Italy prodotte nello stabilimento spezzino di ASG Superconductors. Il Giappone fornirà le restanti 9.

La gigantesca bobina a forma di “D” è costituita da circa 5 km di cavi superconduttori, misura 13 metri in altezza (rispetto al suo posizionamento nel reattore) per 9 m di ampiezza e pesa oltre 300 tonnellate, quasi quanto l’aereo più grande al mondo. Lo sviluppo dei cavi superconduttori ha un valore di circa 17 milioni di euro per singola bobina. Le superbobine dovranno creare uno ‘contenitore’ magnetico a forma di ciambella, in grado di intrappolare e compattare il plasma incandescente alla temperatura record di 150 milioni di gradi centigradi, tenendolo lontano dalle pareti del serbatoio di ITER. L’insieme delle 18 bobine è in grado di generare un campo magnetico di 11,8 Tesla, circa 1 milione di volte più potente del campo magnetico della Terra. Fusion for Energy (F4E), l’organizzazione Ue incaricata di sostenere il programma Iter per la parte europea, ha firmato con l’industria italiana dal 2008 contratti del valore di circa 900 milioni per attività di ricerca e sviluppo e produzione di vari componenti.

“L’evento odierno conferma tangibilmente l’eccellenza e il livello di specializzazione di cui sono capaci le imprese italiane in settori sfidanti come quello della fusione nucleare”, ha dichiarato la viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova.

“Il grande successo dell’industria e della ricerca italiana nel campo della fusione – ha sottolineato il presidente dell’Enea Federico Testa – dimostra come il sistema Paese sia competitivo a livello mondiale in un settore fortemente high-tech, che negli ultimi 20 anni ha prodotto 50 brevetti con importanti ricadute scientifiche, economiche e occupazionali. Infatti, le imprese interessate sono circa 500 e i contratti vinti negli ultimi anni ammontano a circa 1 miliardo di euro, quasi il 60% del valore delle commesse europee per la produzione della componentistica ad alta tecnologia relativa ai progetti in questo settore”.

“Abbiamo investito per molti anni in tecnologie, competenze e risorse umane, e ASG sta dimostrando di primeggiare nel mondo al servizio di progetti di ricerca come il Cern e Iter con un patrimonio di esperienze che potranno in futuro avere ricadute industriali . E’ quindi molto importante che tutto il sistema paese continui a credere in futuro nella fusione nucleare come fonte di energia pulita”, ha commentato il presidente di Asg Superconductors Davide Malacalza.

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