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Mercoledì 19 aprile 2017 - 18:23

Wec: Sostegno a tecnologie per decarbonizzazione dell’energia

Aumentare costo C02 per favorire investimenti tecnologie pulite
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Roma, 19 apr. (askanews) – A distanza di cinque mesi dalla 22esima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, svoltasi a Marrakech lo scorso anno e a poco più di quindici mesi dallo storico “Accordo di Parigi” del dicembre 2015 (COP 21), che ha riconosciuto come improcrastinabili gli impegni per la lotta ai cambiamenti climatici, ponendo l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media globale terrestre entro i 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali, si accelerano le iniziative per allineare le politiche nazionali ed europee all’ambizione dell’Accordo di Parigi.

Il confronto che WEC Italia e i Parlamentari per lo sviluppo sostenibile hanno lanciato oggi a Roma ha avuto lo scopo di analizzare possibili azioni per rendere più efficaci gli strumenti adottati a livello europeo per conseguire gli obiettivi di diminuzione delle emissioni di gas a effetto serra. Obiettivi che l’Europa ha approvato nell’ottobre 2014 e che prevedono, al 2030, la riduzione del 40% delle emissioni di CO2, un incremento del 27% delle fonti rinnovabili e un incremento di almeno il 27% dell’efficienza energetica.

Tale confronto acquista particolare significato in questo momento in cui è in corso la revisione della direttiva ETS (Emissions Trading System), finalizzata a rafforzare il meccanismo di scambio delle quote di emissione di CO2 nel mercato europeo. L’ETS, dopo una prima fase di prova (2005 – 2007) la successiva fase di adempimento (2008-2012), è entrato nella terza fase che terminerà nel 2020. Dal 2021 in poi, l’ETS entrerà nella cosiddetta 4a fase che si protrarrà fino al 2030, durante la quale dovrà dimostrare la propria efficacia nell’innescare una trasformazione tecnologica capace di portare il settore energetico e quello industriale alla decarbonizzazione. In questo contesto si inserisce lo studio di Nomisma Energia che – commissionato da Ansaldo Energia, Edison, ENI, Erg, Snam e Sorgenia – analizza vantaggi e criticità dell’ETS, valutando iniziative integrative o alternative all’ETS stesso. Secondo lo studio, in questi anni il sistema, pur risultando inizialmente un valido aiuto per le imprese soggette alla riduzione delle emissioni climalteranti, non è riuscito da solo ad avviare efficacemente la transizione verso tecnologie a basso impatto di carbonio. E questo soprattutto a causa del valore economico che le quote di CO2 hanno assunto sul mercato: prezzo troppo basso per consentire gli investimenti necessari a sostenere l’innovazione industriale e la ridefinizione del mix di combustibili per la produzione di elettricità.

Secondo le ultime rilevazioni, la CO2 ha una quotazione che oscilla intorno al valore di 5 €/t, molto al di sotto della soglia stimata da Nomisma Energia per stimolare almeno il cosiddetto “switch” fra il carbone e il gas. Un adeguato prezzo della CO2 – oltre a dare impulso alla generazione elettrica con impianti ad alta efficienza e a basse emissioni, come i cicli combinati a gas naturale – potrebbe anche favorire l’ulteriore sviluppo delle fonti rinnovabili.

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