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Mercoledì 15 febbraio 2017 - 17:17

Peugeot-Opel, Barra e Tavares cercano di rassicurare la Germania

A rischio gli stabilimenti inglesi della Vauxhall
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Roma, 15 feb. (askanews) – Gm e Peugeot cercano di rassicurare la Germania sul dossier Opel. Il numero uno di Gm Mary Barra è nel quartier generale della Opel per incontrare il management mentre il ceo di Peugeot, Carlos Tavares, ha espresso la volontà di incontrare la cancelliera Angela Merkel, ed i sindacati tedeschi. Tavares sarebbe disponibile a mantenere l’attuale struttura del management di Opel nonché il brand dell’azienda tedesca.

E’ sul fronte politico in Germania che Gm e Peugeot dovranno spendersi per avere il via libera all’operazione. Il portavoce della cancelliera, Steffen Seibert, ha detto che “per quanto ci riguarda Opel è un’azienda innovativa con una lunga storia in Germania, nonché con importanti siti produttivi e nella ricerca e sviluppo”. Il governo tedesco non sarà semplice spettatore. L’incontro tra Merkel e Tavares non è ancora in agenda. Seibert ha chiarito che “si tratta di decisioni di business che non intendo giudicare ma il governo valuterà le conclusioni”. Insomma Berlino vigilerà affinché un matrimonio tra Peugeot e Opel non abbia ricadute negative per gli impianti tedeschi.

Domani intanto è probabile un colloquio tra il ministro dell’economia tedesco, Brigitte Zypries e l’omologo francese Michel Sapin.

Preoccupazioni anche in Gran Bretagna, dove si sono mobilitati i sindacati temendo per il futuro degli stabilimenti Vauxhall, marchio che fa capo a Opel. I rappresentanti dei lavoratori sollecitano che anche Downing Street entri nella partita per tutelare gli stabilimenti britannici.

Secondo diversi analisti l’effetto Brexit potrebbe pesare. Gli impianti oltre La Manica di Opel-Vauxhall sono indicati come l’anello debole in vista dell’uscita del Regno Unito dall’Ue. La Gran Bretagna è il quarto produttore di auto in Europa, con circa 1,9 milioni di veicoli, dietro Germania, Spagna e Francia. E l’introduzione di dazi sulle esportazioni britanniche mette a rischio gli investimenti e lascia ipotizzare che l’industria dell’auto britannica andrà verso una cura dimagrante.

Sul fronte diplomatico-industriale, Tavares e Mary Barra potrebbero dover aprire un dossier cinese. Nel capitale di Peugeot il gruppo Dongfenf detiene il 14% mentre Gm ha una alleanza con il principale concorrente Saic nella quale rientra anche Opel.

La vendita di Opel è coerente invece con la strategia della Gm guidata da Mary Barra che ha accantonato la filosofia dei volumi ad ogni costo puntando sulla redditività delle operazioni. Cedere Gm significa uscire dal mercato europeo. Ma Opel è un generatore di perdite. Circa 15 miliardi dal 2000 e 8 miliardi solo negli ultimi sette anni. Il cfo di Gm recentemente ha spiegato che anche il 2016 si è chiuso in rosso (quasi 300 milioni di dollari) a causa della Brexit e gli effetti sul cambio. E il 2017 sarà ancora in perdita, il break even slitta così al 2018. Ma per allora non dovrebbe più essere un problema per il gruppo americano.

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