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Venerdì 14 ottobre 2016 - 12:39

Pensioni, Cgil attacca: Governo si rimangia parola su Ape social

Camusso: "Non rispetta cose dette, criteri per escludere persone"
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Firenze, 14 ott. (askanews) – Il Governo Renzi “si rimangia la parola: 30 anni di contributi invece di 20 per ape social. Gli antibiotici a Matteo Renzi non fanno effetto”. E’ quanto scrive su Twitter la Cgil dopo l’incontro tecnico sulle pensioni.

Il Governo “ha inventato all’ultimo giro dei criteri per escludere le persone” per andare in pensione anticipata, ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a margine di un convegno a Firenze. “Ci siamo trovati stamattina -ha affermato Camusso- davanti a un non rispetto delle cose che abbiamo detto nelle ore di discussione, cioè l’accesso alla cosiddetta ape social, alla possibilità di andare in pensione anticipata rispetto alla vecchiaia per alcune condizioni sociali e lavori gravosi”.

Tale accesso sarebbe condizionato, ha continuato Camusso, “non ai normali criteri delle pensioni di vecchiaia ma alle nuove barriere, una di 30 e una di 36 che riteniamo siano inventate esclusivamente per ridurre la platea, per non permettere l’accesso e in più si scontrano con la ragione delle pensioni di vecchiaia che normalmente è quella del lavoro delle categorie discontinue”. “Pensiamo -ha aggiunto Camusso- alle donne che hanno grande discontinuità contributiva. Se penso al Mezzogiorno, vuol dire aver inventato all’ultimo giro -ha concluso Camusso- dei criteri per escludere le persone”.

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