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Venerdì 14 ottobre 2016 - 17:11

Istat, l’economia italiana “non osservata” vale il 13% del Pil

Dato del 2014. Oneto: "non è poco". Tre anni prima era al 12,4%
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Roma, 14 ott. (askanews) – L’Istat ci consegna la fotografia più aggiornata dell’economia italiana “non osservata”, sommersa. Che pesa addirittura il 13% del prodotto interno lordo secondo quanto registrato negli ultimi dati disponibili, quelli del 2014. Con un’importanza preponderante che riguarda le sottodichiarazioni da parte degli operatori economici che vale per quasi la metà (il 46,9%) di quell’aggregato, seguita dal 36,5% relativo all’impiego di lavoro irregolare, per l’8,6% alle altre componenti (fitti in nero, mance e integrazione domanda-offerta) e per l’8% alle attività illegali.

Il 13% del Pil “non è poco” osserva Gian Paolo Oneto, direttore centrale della contabilità nazionale dell’Istat. “Non lo chiamiamo nero – spiega ad Askanews – perchè è un’etichetta un po’generica. La chiamiamo economia sommersa o ancora in maniera più tecnica, economia non osservata. Parliamo cioè di tutti quei pezzi di economia che non si osservano direttamente perchè sono e vogliono essere nascosti, o per ragioni fiscali, contributive, addirittura legali. In qualche maniera dunque ci vogliono dei metodi indiretti per misurarli e farli emergere”.

Le cifre parlano da sole. “Con tutta l’economia non osservata, inclusa la componente illegale siamo 13% del Pil che non è assolutamente poco”, sottolinea. Il dato “è aumentato di 6 decimi di punto rispetto al 2011, in tre anni è passato dal 12,4% al 13%. In realtà per esempio la stessa Istat anni fa usando metodi che consideriamo più approssimati stimava di più, quindi i nuovi metodi hanno portato a una stima un pò ridimensionata. Questa è la nostra stima, ci sono nella nostra pubblicazione sette od otto pagine fittissime di note metodologiche, pensiamo sia bene spiegare al massimo come facciamo. E’ certamente un calcolo approssimato: non è che chiediamo agli imprenditori quanto hanno sottodichiarato, abbiamo dei metodi assolutamente indiretti arriviamo a questo 13%, è molto”.

Oneto, rispondendo a una specifica domanda, spiega che questi dati, appena pubblicati, non impattano in alcun modo sui dati complessivi del PIl italiano dei quali costituiscono, invece, un’analisi di dettaglio. “Queste – aggiunge – sono stime di componenti che stanno dentro al Pil, questo è un pezzo del Pil. Semplicemente stiamo dando un dettaglio una zoomata all’interno di una delle componenti del Pil. Tra l’altro abbiamo fornito i dati rivisti del Pil, in particolare del 2014, che come sapete è stato rivisto in maniera piuttosto importante.

Come valuta il direttore centrale dell’Istat il peso delle sottodichiarazioni sul dato complessivo dell’economia sommersa? “Noi – risponde Oneto – cerchiamo di fare il nostro mestiere e non valutiamo ma proviamo a dare elementi informativi che poi ognuno valuterà come vuole. Noi cerchiamo di dare il dettaglio e di far capire le diverse componenti di questo che chiamiamo sommerso, economia non osservata in senso più ampio. In termini tecnici chiamiamo sommersa tutta la parte che deriva dalla sottodichiarazione di attività economiche e risultati economici, lavoro irregolare e poi un pò di altre componenti che compongono, per dire le mance che non sappiano dal punto di vista fiscale come vadano trattate. Ma dal punto di vista statistico vanno trattate in una certa maniera. E’ una componente naturalmente non così importante ma alla fine non è neanche pochissima cosa perchè è qualcosa che avviene costantemente dappertutto e naturalmente va misurata”.

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