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Sabato 8 ottobre 2016 - 21:09

Banche, Visco, su banche piccole controlli continui,ecco la mappa

Governatore: una decina gli istituti medio-piccoli in difficoltà
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Washington, 8 ott. (askanews) – Sono circa 10 le banche italiane medio piccole in difficoltà, cioè esposte al rischio di credito, e non appartenenti al mondo del credito cooperativo, che sta attraversando un importante fase di aggregazione. In totale in Italia le banche meno significative per dimensione sono in totale 472 (365 Bcc e 107 non Bcc). L’85% delle non Bcc sono piccole, (con attivi inferiori a 5 miliardi) mentre le Bcc sono tutte piuttosto piccole con l’eccesione della Bcc di Roma.

A fare il punto sulla situazione degli istituti bancari di piccoli dimensioni è stato il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco che, rispondendo in una conferenza stampa svoltasi a Washington durante gli incontri annuali del Fondo Monetario Internazionale ha voluto fare chiarezza dopo che l’istituzione di washington, nel Global Financial Stability Report, ha sollecitato una revisioni della qualità degli attivi anche per le banche tricolori più piccole, sulle quali, ha voluto sottolineare, Bankitalia svolge un’attività di controllo continua.

“La asset policy review – ha detto Visco – è stata richiesta, ma il punto di fondo è cosa sono queste banche piccole o medio piccole. Sono circa 470 di cui 350 e più sono banche di credito cooperativo per la maggior parte con attivi molto molto bassi, sotto i 5 miliardi. E le banche di credito cooperativo sono in questo momento le banche che sono oggetto di questa operazione importantissima di aggregazione nell’ambito di gruppi, di un gruppo o di pochissimi gruppi, che porta a rivedere completamente la questione”.

Al netto di queste, ha spiegato il numero uno di Via Nazionale, “abbiamo un centinaio di banche di cui una ventina sono sostanzialmente delle finanziarie specializzate in factoring, leasing, cessione del quinto e altro, e di cui un’ottantina circa sono le banche di cui possiamo parlare. Su queste ottanta banche c’è una asset quality review continua che si fa sul campo con le ispezioni che la Banca d’Italia esegue ogni anno, circa 100 ispezioni l’anno. A queste noi imponiamo una serie di iniziative, oltre che add on patrimoniali, che fanno seguito agli stress test che ogni anno si fanno. Questi stress test non sono pubblicati come non sono pubblicati gli stress di banche diverse da quelle poche che sono state fatti uscire recentemente dalla Bce”.

Anche se gli stress test dei singoli istituti, come peraltro avviene a livello europeo, non sono pubblicati perchè “c’è un level playing field, ci sono ragioni”, via Nazionale si appresta a rendere note le cifre aggregate sulla salute di tale categoria. “Il punto di fondo – ha assicurato – è che si può a livello aggregato comunicare e ho chiesto alla mia vigilanza di farlo, spero uscirà presto anche una nota con i risultati”.

Ecco una prima sintesi. “Noi – ha detto il governatore – abbiamo in questo momento una classificazione di queste banche che, per il 60% circa passano senza problemi la valutazione della qualità degli asset dei loro attivi; abbiamo un 30% di banche che sono in una posizione media e un 10% che sono in difficoltà, ma sono identificate. Su una di queste ci sono ritorni d’ispezione, ci sono richieste, in alcuni casi ci sono amministrazioni straordinarie. Si tratta come sapete di banche ben identificate e credo che non sono oltre le dita di una mano e che a queste si possono aggiungere le dita di un’altra mano per quel che riguarda le bcc per le quali il lavoro in corso di aggregazione in un gruppo – ha concluso – è fondamentale”.

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