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Sabato 25 giugno 2016 - 12:27

Brexit, Padoan: per l’Europa rischio disintegrazione

"Occuparsi dei cittadini e non solo delle banche"
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Roma, 25 giu. (askanews) – Per l’Europa c’è un rischio disintegrazione. L’Ue non può occuparsi solo di banche, ma bisogna occuparsi anche dei cittadini. Quanto all’Italia, non è da escludere che per ragioni indipendenti il quadro economico peggiori e ci sia minore crescita e questo avrebbe ripercussioni sulla finanza pubblica. Secondo il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, potrebbero essere questi gli effetti della Brexit.

In un’intervista al Corriere della Sera, Padoan dice che “era chiaro da tempo: è il momento di pensare l’impensabile. L’impensabile sta avvenendo. Si è avviata una doppia reazione a Brexit, finanziaria e politica. Ma la reazione finanziaria, almeno finora, è limitata. Mi preoccupa di più quella politica”.

Il ministro dell’Economia parla di “un cocktail di fattori che potrebbe portare a varie soluzioni, compresa un’ulteriore spinta alla disintegrazione. C’è un’insoddisfazione profonda su immigrazione, sicurezza, economia: l’occupazione e la crescita migliorano, ma non abbastanza. E c’è la tendenza a pensare che le soluzioni nazionali funzionino meglio di quelle europee. Purtroppo c’è del vero, a causa dell’inadeguatezza delle istituzioni europee”.

E’ dunque il momento di rilanciare l’Ue: “L’Italia ha fatto le sue proposte. Da mesi è sul tavolo il documento del ministero dell’Economia, fatto proprio dal Governo, che dice: le priorità sono l’occupazione, la crescita, il benessere, l’eguaglianza. L’Europa non può occuparsi solo di banche. Le stiamo stabilizzando, continueremo a farlo. Ma dobbiamo occuparci anche dei cittadini. Perché qui c’è un problema di consenso sociale diffuso: bisogna che i cittadini ricomincino a pensare che l’Europa sia una buona idea”. Quello sulla Brexit “è stato un voto contro – conclude – contro l’entità che si chiama Europa e viene percepita in alcuni paesi come fonte di vincoli piuttosto che di opportunità. Le conseguenze per il Regno Unito? Continuo a pensare che avrà danni economici significativi. Si sentiranno soprattutto nel medio periodo. L’impatto su mercati finanziari, Borse, titoli di Stato non riguarda in particolare l’Italia”.

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