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Mercoledì 15 giugno 2016 - 12:09

Metalmeccanici in piazza a Palermo per il rinnovo del contratto

Landini: posizione Federmeccanica è ostacolo alla trattativa

Palermo, 15 giu. (askanews) – Alcune migliaia di lavoratori metalmeccanici siciliani sono scesi in piazza stamani a Palermo, per partecipare alla manifestazione regionale organizzata nell’ambito dello sciopero generale dei metalmeccanici, indetto da Fim, Fiom e film, a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale di categoria.

“Ancor di più nel Mezzogiorno c’è bisogno che il lavoro sia tutelato, che i diritti siano garantiti e non ci sia competizione tra lavoratori”, ha detto il segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini. “Affermare il contratto nazionale vuol dire richiedere una politica industriale in un Paese come il nostro, dove il Sud ha pagato il doppio la crisi. E’ evidente che siamo qui per dire che insieme al contrato bisogna far ripartire gli investimenti e cambiare il ‘Jobs act’, che oltre ad aver reso più facili i licenziamenti ha ridotto gli ammortizzatori sociali, e questo è l’altro tema grandissimo che c’è, per gente che rischia di perdere i lavoro senza alcuna copertura”.

Per Landini, “l’ostacolo” al via libera per il nuovo contratto di lavoro è rappresentato da Federmeccanica, e “dall’idea che gli aumenti salariali vengano dati a tutti attraverso il contratto nazionale”. “Federmeccanica – ha detto Landini – vuole cancellare il contratto nazionale, non dare alcun aumento salariale e indicare che di fatto l’unico livello di trattativa dovrebbe diventare quello aziendale, sostitutivo anche del contratto nazionale. Se nei prossimi giorni non ci sarà una ripresa della trattativa, dovremmo decidere quali altri iniziative mettere in campo, a partire dal blocco degli straordinari”.

Sulla vertenza dei lavoratori della Fincantieri di Palermo, infine, Landini ha osservato: “I lavoratori fanno bene a battersi, è giusto. Fincantieri i carichi di lavoro li ha, ed è necessario che tutti i cantieri abbiano da lavorare, compreso l’indotto. Non è accettabile questo atteggiamento dell’azienda, ed è necessario che tutte le istituzioni e governo intervengano per garantire che il lavoro sia redistribuito, e tutti i cantieri abbiano la possibilità di qualificarsi usando le competenze e le intelligenze di cui dispongono”.

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