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Martedì 24 maggio 2016 - 17:07

Aiop, 50 anni di ospedalità privata verso nuovo welfare sanitario

Lorenzin: necessario traghettare SSN, verso ruolo socio-assistenza
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Roma, 24 mag. (askanews) – Presentato oggi alla stampa il libro che ripercorre i 50 anni di storia di Aiop, l’Associazione alla quale aderiscono 500 ospedali privati del Paese. “Il 40 per cento degli ospedali in Italia e il 30% dei posti letto”, come ha sottolineato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che con il presidente nazionale Aiop, Gabriele Pelissero, si è confrontata nell’occasione sui temi di stretta attualità riguardanti lo stato dell’arte del nostro welfare sanitario.

I 50 anni dell’Associazione maggiormente rappresentativa dell’imprenditoria sanitaria segnano d’altronde un traguardo importante per tutto il SSN: oggi l’ospedalità privata rappresenta infatti 52.780 posti letto, 12.000 medici, 26.000 infermieri e 32.000 operatori di supporto, e assicura il 25% del totale delle prestazioni erogate, costando, come evidenzia Aiop, solo il 15% della spesa sanitaria nel suo complesso. Oggi, come ha sottolineato il ministro Lorenzin, “la sfida è riuscire a traghettare il SSN fuori da una fase di crisi fatta di anni difficili per l’Italia”, attraverso un percorso di riforma che guardi sempre più alla “socio-assistenza”, dove “il privato non è il nemico, perchè è il servizio che paghiamo tutti ad essere pubblico, mentre parlare di erogatore pubblico o privato non ha senso laddove il senso è verificare solo se il servizio funziona o meno”.

In 50 anni, ed in un clima prevalentemente ostile, l’imprenditoria sanitaria è d’altronde riuscita a superare non pochi cambiamenti, rappresentati soprattutto da tre riforme sanitarie. E le “riforme della riforma” si caratterizzano inizialmente per grandi innovazioni, come il passaggio alle Regioni del governo del sistema sanitario, la sostanziale parità tra pubblico e privato, il diritto alla libera scelta del luogo di cura da parte del paziente e il pagamento a prestazione, per poi ritornare, con un netto cambiamento di rotta, a una visione centralistica della programmazione.

“L’ultima fase di evoluzione del SSN – aggiunge l’associazione -è quella che stiamo tuttora vivendo e che è caratterizzata da un’ineludibile esigenza di controllo della spesa pubblica, con importanti ricadute su quella sanitaria, sia a causa della crisi economica dilagante che, internamente al Paese, per il cattivo uso dell’autonomia fatto da molte Regioni. Dal 2012 al 2016, il comparto sanitario è stato “aggredito” da pesanti tagli lineari, quantificabili in 20 miliardi di euro, estremamente penalizzanti e potenzialmente forieri di un cambiamento strutturale della natura universalistica e solidale del nostro SSN.

“Se pensiamo che la sopravvivenza del nostro welfare sanitario passi da un significativo incremento della spesa pubblica sanitaria, siamo sulla strada sbagliata – ha commentato il Presidente Gabriele Pelissero -. Oggi più che mai si rende necessaria l’introduzione di fattori di efficientamento e di competitività, attraverso la realizzazione di un autentico pluralismo di erogatori, basato sulla libera scelta del luogo di cura e sull’applicazione concreta del pagamento a prestazione. Questo percorso è ancora frenato dalla presenza di una predominante componente di erogatori pubblici inefficienti e autoreferenziali che generano una spesa improduttiva che AIOP stima tra i 5 e i 10 miliardi di euro”. Per Pelissero, “rendere produttiva questa spesa è la grande sfida che ci aspetta per gli anni a venire”. “Nel 50° anniversario della nostra fondazione siamo fiduciosi, perché per la prima volta dopo 6 anni, la Legge di Stabilità 2016 non contiene tagli alla sanità, ma introduce una serie di norme innovative e coraggiose. Un primo e solido intervento per un autentico processo riformatore”, ha concluso il presidente Aiop.

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