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Venerdì 20 maggio 2016 - 16:43

Rcs, cda: Opa Bonomi non è stata concordata

Costa e Simontacchi non partecipano a riunioni su offerte
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Milano, 20 mag. (askanews) – L’Opa totalitaria su Rcs lanciata dalla cordata Investindustrial, Della Valle, Mediobanca, UnipolSai, Pirelli, che prevede un corrispettivo per cassa di 0,70 euro per azione, “risulta a premio a tre, sei e dodici mesi” secondo il cda di Rcs Mediagroup, calcolando le medie del titolo dal 13 maggio 2016 (ultimo giorno di Borsa aperta prima della comunicazione al mercato dell’Opa). Calcolando invece le medie del titolo Rcs MediaGroup dall’8 aprile 2016, quando Cairo Communication aveva annunciato la sua Ops, il corrispettivo dell’Opa, secondo il cda della holding editoriale, risulta “a premio a tre e sei mesi” e “a sconto a dodici mesi”. Tra le considerazioni condivise “in via preliminare” dal cda c’è anche il fatto che l’Opa “non è stata concordata, né preventivamente comunicata alla Società”.

Il cda di Rcs ha esaminato l’Opa promossa dalla cordata Bonomi in una riunione presieduta da Teresa Cremisi. Il presidente Maurizio Costa (che è anche consigliere indipendente e non esecutivo di Mediobanca, uno dei co-offerenti dell’Opa) e il consigliere Stefano Simontacchi hanno infatti deciso di assentarsi nel corso dell’odierna e delle successive riunioni consiliari durante l’esame dell’Opa nonché dell’Ops di Cairo.

Come già evidenziato nel comunicato dello scorso 13 aprile, il cda di Rcs ribadisce che “la media dei prezzi delle azioni della società ante 8 aprile scorso è stata influenzata negativamente dall’annuncio della distribuzione della partecipazione in capo a Fca, nonché dal protrarsi del negoziato in corso con le banche finanziatrici”. E sottolinea che “la media delle valutazioni degli analisti che seguono la società esprimeva, alla predetta data dell’8 aprile scorso, target price di Rcs MediaGroup pari a 0,81 euro”.

Il cda di Rcs ha inoltre constatato che la condizione posta nel comunicato sull’Opa alle banche finanziatrici della società in merito all’indebitamento “ha identico contenuto” rispetto a quella posta nel comunicato relativo all’Ops di Cairo. Pertanto, al riguardo il cda “rinvia alle considerazioni già svolte con il comunicato del 13 aprile che conserva sostanziale attualità anche in relazione a tale condizione dell’Opa”. In sostanza, dunque, il board della holding editoriale contesta il punto a entrambe le offerte, in quanto può interferire con le trattattive in corso tra la società e le banche creditrici sulla ristrutturazione del debito.

Il cda di Rcs mantiene poi il proprio obiettivo di “creazione di valore per Rcs MediaGroup nel migliore interesse di tutti gli azionisti, non trascurando alcuna opzione strategica”.

Gli amministratori indipendenti rilasceranno il parere previsto dalle norma sia in relazione all’Opa sia in relazione all’Ops. La società, che già si avvale di un team di advisor a supporto della valutazione di entrambe le offerte ricevute, ha nominato Roberto Tasca quale esperto indipendente in relazione a entrambe le offerte.

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